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| Immagine di Ana Yacoby |
È stata un’estate piena, lunga e ricca di esperienze. È stata pure un’estate faticosa, complicata e per certi versi anche un po’ nervosa. È stata, infine, un’estate senza lavatrice per tutta una serie di motivazioni che sarebbe troppo lungo spiegare.
Mia madre, al posto mio, avrebbe fatto il bucato a mano e, dal suo punto di vista, avrebbe fatto proprio bene. Io, invece, mi sono limitata a lavare manualmente solo quelle quattro cose di cui proprio non potevo fare a meno. Il resto ho lasciato che si accumulasse vergognosamente in un certo numero di ceste per la biancheria. Insomma, non vedo perché avrei dovuto sprecare il mio tempo a fare il bucato quando potevo andare al mare, leggere un bel libro, passeggiare per i negozi, prendere un aperitivo con tutta la famiglia, guardare il tramonto, portare Ludovica a correre sul lungomare (lei correva e io contemplavo il paesaggio), portare Ludovica a mangiare una granita nella pasticceria sul porto (io mangiavo la granita e lei correva intorno al porto), portare Ludovica a mangiare una pizza nella pizzeria napoletana (io mangiavo la pizza e lei guardava il presepe, che nella pizzeria napoletana c’hanno il presepe tutto l’anno) … Insomma, non mi sembrava il caso di fare il bucato. O no?
