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giovedì 18 dicembre 2014

Quattro giocattoli che Babbo Natale non mi ha mai portato (e uno che invece sì)

Immagine di Tay O'Leary
Certe volte mi chiedo se sia educativo che Babbo Natale non ne sbagli una ed esaudisca, ogni anno, i desideri e le richieste esposti nelle letterine. Almeno, qui a casa mia, funziona così: le ha azzeccate tutte, senza perdere un colpo. Per me, da bambina, non è andata esattamente in questo modo. Ho sempre avuto tanto, tantissimo, ma molti desideri in fatto di giocattoli sono stati ignorati. Babbo Natale faceva sempre un po’ di testa sua. Ed ecco i giocattoli che non mi ha mai portato (e uno che, invece, sì)...

venerdì 16 dicembre 2011

Per Natale vorrei ...

  • una bacchetta magica per dilatare il tempo della gioia e ridurre a un puntino quasi invisibile quello del dolore, la vorrei per me e per tutte le persone che amo; anche per quelle che non amo ma se la meritano;
  • una macchina per fotografare i sogni, perché certe volte dimentico come sono fatti e sento il bisogno di metterli a fuoco e di guardarli dritti in faccia;
  • un paio di lenti speciali che mi permettano di vedere quello che c’è dietro le apparenze;
  • un ferro per stirare quelle speranze che si sono stropicciate un po’. 


lunedì 12 dicembre 2011

Giocattoli per bambini a costo zero

Mia madre quest'anno ha avuto un'idea geniale per i regali di Natale da fare alle due nipoti: realizzare a mano, riciclare, non spendere un euro. Vorrei mostrarvi cosa è riuscita a fare a costo zero, non low cost, costo proprio zero. E le bambine impazziranno dalla gioia.

mercoledì 22 dicembre 2010

Babbo Natale esiste: c'ho le prove



Dopo il mio post di questa mattina, figlia professionista è tornata a casa con l'alberello di Natale che vedete in foto, le mani sporche di verde (prova concreta che l'aveva dipinto proprio lei, ovviamente con l'aiuto delle educatrici del nido) e tanta voglia di recitare la poesia scritta sul retro dell'albero. E così, mentre saliva le scale di casa, accompagnata da apprendista papà, recitava, a memoria:

Lettera a Babbo Natale: 22 dicembre 2010

Caro Babbo Natale, che non esisti, però forse un po' sì. Sai che questo periodo dell'anno proprio non mi piace perché mi riporta - inevitabilmente - a un Natale di tanti anni fa, troppo triste e troppo luttuoso per essere vero. Perché il Natale se c'è la morte è un ossimoro, una contraddizione, quasi una bestemmia direi. È un’ingiustizia, un’inesattezza, una storpiatura. E invece, purtroppo, quel Natale del 1983 era tutto vero.

giovedì 7 gennaio 2010

Tra Babbo Natale e la Befana: troppi regali

Le feste finalmente sono finite, ma prima di tornare alla normalità mi viene spontaneo fare una riflessione sulla quantità esagerata di regali ricevuti da Ludovica.

Tra Babbo Natale e la Befana ha avuto
- un pianoforte rosa, a coda, con tanto di sgabello, leggio, spartito, microfono e cuffia;
- una bambola normodotata;
- una barbie;
- il DVD di Biancaneve e i sette nani;
- Biancaneve e i sette nani;
- il DVD di Pinocchio;
- un piccolo pinocchio di legno;
- un aspirapolvere finto che però aspira davvero;
- una radio vera;
- un sacchetto di costruzioni da 150 pezzi;
- un pigiama di Biancaneve;
- un pigiama qualunque;
- un collant di Cenerentola;
- una scatola di colori glitterati delle principesse Disney;
- una tuta rossa;
- una tuta rosa e blu;
- una felpa lilla;
- un abito fucsia;
- un ComputerKid, ovvero un gioco interattivo parlante con la vera voce di Winnie the Pooh;
- un set di biancheria di Winnie the Pooh;
- un Babbo Natale che canta e balla;
- un enorme angioletto silenzioso;
- un tappeto musicale;
- un gioco interattivo per imparare a leggere l’orologio;
- un piccolo peluche;
- il libro di Alice nel paese delle meraviglie
e, infine, dalle varie calze della Befana: 15 ovetti, 12 pupazzetti e 27 monetine di cioccolato; 41 barrette kinder; una quarantina di caramelline, confettini, cioccolatini di ogni foggia e sostanza; 3 lecca lecca; qualche carboncino di marzapane; un portachiavi di Hello Kitty; una manciata di mandorle zuccherate; un fischietto.

E sicuramente avrò dimenticato qualcosa.

Non vi sembra un po’ troppo? Per una bambina di 22 mesi?

Voglio dunque rivolgere qualche parola a parenti e amici: che la amate noi lo sappiamo e il vostro affetto ci scalda il cuore. Ludovica è una bambina entusiasta che apprezza anche un paio di collant o una caramella. Tutte le volte che riceve un regalo, anche piccolo piccolo, esclama “com’è bello!”. Tutte le volte che in casa compare un oggetto nuovo, dice a gran voce “guarda che carino!”. Ecco, il nostro desiderio di genitori è che mantenga sempre quest’entusiasmo, perché è stupendo. Il nostro timore, invece, è che se continuerà a essere sommersa di doni perderà la capacità di godere delle piccole cose e acquisterà la pessima abitudine di dare tutto per scontato. Quindi, io, per prima, da oggi, sarò più morigerata; vi prego, fatelo pure voi. Anche perché in casa non c'è più spazio per niente.

venerdì 11 dicembre 2009

Caro Babbo Natale, vorrei una bambola che non sappia fare niente

Da qualche giorno sono in giro per negozi a cercare una bella strenna di Natale per Ludovica. All’inizio avevo pensato a Cicciobello. Forse perché ho ancora nostalgia del mio che fece una brutta fine. Mia nonna, maniaca della pulizia, un giorno lo smontò tutto e lo mise in lavatrice. Non ci fu più verso di dargli sembianze bambolesche e a nessuno venne in mente di comprarmene un altro. Mi sono chiesta spesso: era proprio necessario smontarlo? Non si poteva mettere in lavatrice tutto intero? Forse si sarebbe salvato.

E così, alla ricerca di un cicciobello qualsiasi, mi sono avventurata per negozi di giocattoli e centri commerciali. Ho trovato di tutto: bambole e bambolotti che mangiano e bevono, si ammalano e guariscono, gattonano, camminano, cantano, ballano, piangono, sognano (no, forse quello no), bambole allattate al seno (giuro che esistono), bambole che fanno pipì e persino popò.

Ma dove vendono le bambole normali? Quelle che non fanno niente. Avrei voluto trovarne una con la faccia simpatica, qualche lentiggine e le trecce di lana; un vestito carino e svolazzante, magari fucsia o rosso, il corpo di pezza e le guance rosee. Una bambola con cui Ludovica possa giocare inventandosi le situazioni di volta in volta, senza essere condizionata dall’intraprendenza della pupazza. Perché il protagonista deve essere il bambino, non il giocattolo. Altrimenti dove va a finire la fantasia?

Alla fine, per la cronaca, ho rinuciato alla bambola e ho comprato un’enorme confezione di costruzioni. È bella la parola co-stru-zio-ne.