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mercoledì 25 settembre 2013

Non ho abbastanza latte, o forse sì?

Immagine Fotolibre.org
Ho allattato Ludovica fino a due anni. I primi tempi sono stati duri perché avevo le ragadi, poi mi è venuta la mastite, poi la bimba piangeva spesso e le persone che avevo intorno mi remavano un po’ contro, dicendo che era colpa del mio latte, che forse era poco, che forse non le bastava, che forse avrei dovuto darle l’aggiunta. Ogni volta che piangeva era sempre fame; non erano coliche, non erano capricci, non era semplicemente il desiderio di essere coccolata. A sentire il mondo, Ludovica era una bambina perennemente affamata.

martedì 8 febbraio 2011

Falsi miti sull'allattamento

Come sa chi segue questo blog, ho allattato mia figlia per due lunghi anni e, come ogni mamma, sull'allattamento ne ho sentite di cotte e di crude. Tutti pronti a dispensare consigli: non dovresti allattare perché sei miope; il tuo latte non vale più niente, è poco più che acqua; mangi troppo, o al contrario, mangi troppo poco; vedrai che quando smetterai di allattarla al seno, tua figlia dormira di più; il tuo latte è poco digeribile, per questo tua figlia ha mal di pancia ... eccetera eccetera. Tutta la mia collezione di falsi miti è contenuta in questo articolo che ho scritto per il sito Benessere Village.

Avete qualche falsa verità da aggiungere alla lista?

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giovedì 4 novembre 2010

Ho allattato mia figlia fino a due anni: perché non lo rifarei

La questione dell’allattamento al seno è stata per me una nota dolente per molto tempo; adesso, però, mi sento pronta per riparlarne, e pronta anche per affrontare le eventuali critiche che mi saranno mosse per questo mio pensiero.

Ho voluto fortemente allattare mia figlia. E per questo ho lottato contro le ragadi, contro la scarsa produzione dei primi tempi e contro la mastite. Sono stata testarda, volitiva, instancabile e alla fine ho vinto. Fino a 6 mesi mia figlia si è nutrita esclusivamente del mio latte. Nient'altro, nemmeno una tisana. Non ha mai preso neanche il ciuccio: all’inizio perché mi avevano detto che avrebbe potuto influire negativamente con l’allattamento al seno, poi perché non l’ha voluto.
A sei mesi abbiamo introdotto le prime pappe, con successo: mia figlia ha sempre accettato tutti i cibi. A 12 mesi, quando finalmente il pediatra mi aveva detto di inserire il latte vaccino, siamo passate direttamente dalla tetta alla tazza. A quel punto, secondo i miei progetti, avrei dovuto smettere di allattare: avevo raggiunto il mio obiettivo. Ma non è stato così.
I 12 mesi sono diventati 15, i 15 18, i 18 22 e poi 24. A quel punto ero esausta: la bambina mi stava attaccata tutta la notte e di giorno mi spogliava in qualsiasi luogo perché voleva ciucciare. Volevo smettere, ma non sapevo come fare.
Tutti ti dicono come favorire l’allattamento, ma nessuno ti spiega come ti devi comportare quando decidi che è ora di basta. E così, in prossimità del secondo compleanno di mia figlia, ho deciso di cogliere la palla al balzo per spiegarle che era ormai grande e che i bambini quando compiono due anni non ciucciano più al seno della propria mamma. Mi sono imposta e nell’arco di una settimana abbiamo smesso, ma è stato difficilissimo. Mia figlia è stata nervosa per oltre un mese e triste. Sì: triste; molto. Si faceva coraggio e mi diceva di essere grande, ma si vedeva che stava male. E stavo male anch’io. Dopo una settimana sembrava che tutto andasse bene, ma in realtà c'è voluto più di un mese per raggiungere una vera serenità.
Nel nostro caso era diventata una dipendenza. Nel nostro caso mia figlia si svegliava continuamente per ciucciare, mentre appena abbiamo smesso ha cominciato a dormire tutta la notte. Ecco perché non lo rifarerei.

No: non voglio dire che se avessi un altro figlio non lo allatterei al seno. Lo allatterei perché sono consapevole dei benefici per il bambino e anche per la mamma. Gestirei, però, la cosa in maniera diversa: meno radicale, e non andrei avanti oltre gli 8/10 mesi.

Questa però è solo la mia esperienza. E, come ho detto e ribadito tutte le volte che ho parlato di quest'argomento, ogni mamma sa cos'è giusto per se stessa e per il proprio bambino. In fatto di allattamento al seno non si può proprio generalizzare.

giovedì 4 marzo 2010

Disallattamento riuscito

Sarà che i post importanti li scrivo sempre a scoppio ritardato, sarà che certe cose ho bisogno di metabolizzarle prima di dare loro una forma scritta, sarà pure un po’ per scaramanzia. Sta di fatto che il disallattamento si è compiuto il 12 febbraio e ancora non ne ho parlato.

Avevo detto che avrei interrotto questo allattamento prolungato prima dei due anni ed è stata dura – durissima – ma a due anni ci siamo arrivate senza allattare.

Ci siamo arrivate lentamente, soprattutto con il metodo della dialettica. Erano mesi che stavo cercando di diradare le poppate semplicemente distraendola con ogni sorta di gioco e attività ludica, ma con noi non funzionava molto bene perché era un continuo distrarre e proporre per poi tornare sempre alla solita richiesta da parte della bimba. Così ho capito che dovevo provare ad affrontare la situazione di petto, parlandole direttamente. Perché parlare con un bambino di due anni si può, basta “solo” trovare il momento e la formula giusta. E così, ho approfittato dei preparativi per la sua festa di compleanno. Le ho spiegato che stava per compiere due anni e che intorno a quell’età i bambini cominciano a essere grandicelli per ciucciare il latte della loro mamma. Ho cominciato con il togliere le poppate serali e quelle notturne per abituarla ad addormentarsi senza e, con mia grande sorpresa, le notti trascorse in giro per casa non sono state tante. Poi, una volta risolto il problema “nanna”, abbiamo smesso del tutto. Per circa una settimana è stata piuttosto nervosa, ma adesso va molto bene. Ogni tanto mi dice:
- Mamma, il tuo latte è finito perché io sono grande e posso bere il latte della mucca.
Adesso siamo entrambe molto più serene.

Con noi ha funzionato perché era il momento giusto. Quest’estate, quando ci avevo provato per la prima volta, era andata malissimo perché non eravamo pronte. Da quest’esperienza ho capito una cosa: non esiste un metodo o un momento universalmente valido per tutte le mamme e per tutti i bambini. Interrompere l’allattamento dopo l’anno di età è difficile ed è delicato. Ogni madre deve trovare il suo metodo e il suo momento. E purtroppo, nessuno ci dice come si fa. Semplicemente perché non si può.

venerdì 16 ottobre 2009

Disallattamento lento

Dopo il post sull’allattamento a oltranza di qualche giorno fa, ecco un post sul dis-allattamento lento. Se non si era ancora capito, la questione del come smettere di allattare ultimamente è il mio chiodo fisso.

Ho deciso di tentare la strada del dis-allattamento lento. Non so dove mi porterà questo percorso (probabilmente alla follia, o alla morte lenta per privazione del sonno), ma da qualche parte mi porterà. Forse.

Il mio metodo consiste nel distrarla con qualche gioco interessante quando le viene voglia di ciucciare. Di giorno funziona abbastanza bene, ma la notte è più difficile. È proprio invece quasi impossibile quando sente il bisogno di consolarsi o quando ha molto sonno.

Ieri, però, ho ottenuto il primo vero risultato. Quello più concreto. Ho portato figlia professionista a fare il vaccino antimeningococcico. Quando siamo uscite dall’ambulatorio piangeva e si lamentava per il dolore della puntura. Cercava conforto e, di conseguenza, cercava la tetta. Quando però le ho detto: tesoro, sai cosa facciamo? Adesso andiamo in quella bellissima pasticceria e compriamo un cioccolatino. Si è calmata. Non ci crederete ma è bastato un cioccolatino (che poi in realtà ha ciucciato solo per metà) per consolarla e per farle dimenticare la tetta e i capricci...

mercoledì 7 ottobre 2009

Allattamento a oltranza

Oggi faccio outing: allatto ancora al seno una bambina di 19 mesi. No, non sono una sostenitrice dell’allattamento a oltranza. Semplicemente, non so come smettere. Secondo i miei progetti avrei dovuto allattare fino a 12, massimo 15 mesi, e invece siamo quasi a 20. Sìsì, lo so, qualcuna mi dirà: tranquilla, non conosco ragazzi di 18 anni allattati al seno, quindi prima o poi smettono da soli. Io, però, conosco bambini di 4 anni che ancora vogliono poppare e non voglio che sia questo il nostro destino. Sì, nostro, mio e di mia figlia, perché ormai credo che non sia troppo un bene nemmeno per lei. Credo che fino a 12 mesi l’allattamento al seno sia il regalo più bello che una madre può fare al proprio bambino, e spesso anche a se stessa, ma adesso figlia professionista ha bisogno di abituarsi a dormire senza sentire la necessità di avere la tetta della mamma a disposizione, ha bisogno di imparare a consolarsi in un modo diverso, insomma ha bisogno di altro. E però la tetta le piace veramente tanto: è la sua merenda preferita, il suo sonnifero, il suo calmante, l’unico alimento e l’unica bevanda che accetta quando non si sente molto bene.

Ho la prolattina a palla, sono stanchissima e sempre più nervosa, ma non trovo una soluzione. Non credo nell’autosvezzamento. Cioè, è evidente che prima o poi smettono, ma vorrei non arrivare oltre i 2 anni. Ci ho pure provato. Ho provato con la dialettica, che in tutte le cose è da sempre il mio metodo preferito, ma se provo a dirle
Amore, non è più il caso di ciucciare, sei una bambina grande ormai. I bambini grandi non bevono il latte della mamma, bevono quella della mucca, e nel latte della mucca ci possiamo mettere pure il cacao, che ti piace tanto, e ci puoi inzuppare i biscotti, quelli buoni buoni.
Mi risponde
Latte mamma buono. Latte mucca piace no.
E io non resisto e cedo. Cedo e anche se mi sono ripromessa di non darglielo più la lascio mammare, almeno un po’... E poi ancora un po’, e un altro pochino... fino allo sfinimento. Mio.
Qualche volta ho provato a non cedere, e a continuare con la dialettica, con il risultato di urla disperate, fiumi di lacrime, insonnia a gogò e notti trascorse sul divano a guardare i Teletubbies.
Ho poi provato con un metodo un tantino più brutale. E un po’ me ne vergogno. Ma me lo aveva consigliato persino il pediatra, quindi mi sono detta non le farà male. Mi riferisco al metodo infallibile del miele e sale, che però con noi ha fallito e ci è costato moltissimo in termini di stress, sensi di colpa (miei ovviamente), vari ed eventuali altri sentimenti negativi. Insomma, dopo due giorni di sofferenza reciproca, figlia professionista è tornata alla carica, e nemmeno il disgusto di quel sapore l’ha fermata. Ma forse è colpa mia, forse non sono stata sufficientemente determinata.

Di metodi me sono stati consigliati altri, che dividerei in tre categorie: del disgusto, dello schifo, e del’incarcerazione del capezzolo. Del metodo del disgusto, oltre a quello infallibile del miele e sale (che pare essere il più infallibile in assoluto, oltre che il meno schifoso) fanno parte il metodo dell’aceto e quello del peperoncino (che mi fa inorridire al solo pensiero); il metodo dello schifo consiste nello sporcare il seno con qualcosa, per esempio con una matita per il trucco; mentre il metodo dell’incarcerazione del capezzolo prevede che vi si applichino dei cerotti.

Vi prego, se qualcuna ha avuto la pazienza di leggermi fino in fondo, e ha un esperienza simile, può consigliarmi un metodo alternativo? Voi, come avete fatto? E poi vi prego, ditemi che non sono l’unica mamma incapace di dis-allattare.

Infine, a tutte le mamme che hanno allattato oltre i 4 anni, a quelle che hanno usato i metodi di dis-allattamento che ho elencato, dico che voi avete fatto bene così, perché sentivate che era giusto. Le riflessioni fatte in questo post valgono solo per me. Perché di una cosa sono convinta: ogni mamma ha il sacrosanto diritto di decidere se e per quanto tempo allattare al seno i propri figli e di stabilire il metodo migliore per smettere.