mercoledì 7 ottobre 2009

Allattamento a oltranza

Oggi faccio outing: allatto ancora al seno una bambina di 19 mesi. No, non sono una sostenitrice dell’allattamento a oltranza. Semplicemente, non so come smettere. Secondo i miei progetti avrei dovuto allattare fino a 12, massimo 15 mesi, e invece siamo quasi a 20. Sìsì, lo so, qualcuna mi dirà: tranquilla, non conosco ragazzi di 18 anni allattati al seno, quindi prima o poi smettono da soli. Io, però, conosco bambini di 4 anni che ancora vogliono poppare e non voglio che sia questo il nostro destino. Sì, nostro, mio e di mia figlia, perché ormai credo che non sia troppo un bene nemmeno per lei. Credo che fino a 12 mesi l’allattamento al seno sia il regalo più bello che una madre può fare al proprio bambino, e spesso anche a se stessa, ma adesso figlia professionista ha bisogno di abituarsi a dormire senza sentire la necessità di avere la tetta della mamma a disposizione, ha bisogno di imparare a consolarsi in un modo diverso, insomma ha bisogno di altro. E però la tetta le piace veramente tanto: è la sua merenda preferita, il suo sonnifero, il suo calmante, l’unico alimento e l’unica bevanda che accetta quando non si sente molto bene.

Ho la prolattina a palla, sono stanchissima e sempre più nervosa, ma non trovo una soluzione. Non credo nell’autosvezzamento. Cioè, è evidente che prima o poi smettono, ma vorrei non arrivare oltre i 2 anni. Ci ho pure provato. Ho provato con la dialettica, che in tutte le cose è da sempre il mio metodo preferito, ma se provo a dirle
Amore, non è più il caso di ciucciare, sei una bambina grande ormai. I bambini grandi non bevono il latte della mamma, bevono quella della mucca, e nel latte della mucca ci possiamo mettere pure il cacao, che ti piace tanto, e ci puoi inzuppare i biscotti, quelli buoni buoni.
Mi risponde
Latte mamma buono. Latte mucca piace no.
E io non resisto e cedo. Cedo e anche se mi sono ripromessa di non darglielo più la lascio mammare, almeno un po’... E poi ancora un po’, e un altro pochino... fino allo sfinimento. Mio.
Qualche volta ho provato a non cedere, e a continuare con la dialettica, con il risultato di urla disperate, fiumi di lacrime, insonnia a gogò e notti trascorse sul divano a guardare i Teletubbies.
Ho poi provato con un metodo un tantino più brutale. E un po’ me ne vergogno. Ma me lo aveva consigliato persino il pediatra, quindi mi sono detta non le farà male. Mi riferisco al metodo infallibile del miele e sale, che però con noi ha fallito e ci è costato moltissimo in termini di stress, sensi di colpa (miei ovviamente), vari ed eventuali altri sentimenti negativi. Insomma, dopo due giorni di sofferenza reciproca, figlia professionista è tornata alla carica, e nemmeno il disgusto di quel sapore l’ha fermata. Ma forse è colpa mia, forse non sono stata sufficientemente determinata.

Di metodi me sono stati consigliati altri, che dividerei in tre categorie: del disgusto, dello schifo, e del’incarcerazione del capezzolo. Del metodo del disgusto, oltre a quello infallibile del miele e sale (che pare essere il più infallibile in assoluto, oltre che il meno schifoso) fanno parte il metodo dell’aceto e quello del peperoncino (che mi fa inorridire al solo pensiero); il metodo dello schifo consiste nello sporcare il seno con qualcosa, per esempio con una matita per il trucco; mentre il metodo dell’incarcerazione del capezzolo prevede che vi si applichino dei cerotti.

Vi prego, se qualcuna ha avuto la pazienza di leggermi fino in fondo, e ha un esperienza simile, può consigliarmi un metodo alternativo? Voi, come avete fatto? E poi vi prego, ditemi che non sono l’unica mamma incapace di dis-allattare.

Infine, a tutte le mamme che hanno allattato oltre i 4 anni, a quelle che hanno usato i metodi di dis-allattamento che ho elencato, dico che voi avete fatto bene così, perché sentivate che era giusto. Le riflessioni fatte in questo post valgono solo per me. Perché di una cosa sono convinta: ogni mamma ha il sacrosanto diritto di decidere se e per quanto tempo allattare al seno i propri figli e di stabilire il metodo migliore per smettere.

17 commenti:

  1. Ciao, attraverso uno slalom tra i blog, sono approdata qui.
    Mi presento: sono stata un'allattatrice per due anni. Dopodiché ho smesso. Così, di punto in bianco, come ho smesso di fumare: senza farlo più.
    Pianti e insonnia li avevo messi in conto, ma li ho sempre preferiti ai sensi di colpa e alla mancanza di onestà. Scusami l'apparente brutalità e sbrigatività: dò per scontata la reciproca comprensione tra mamme nei momenti di transito piuttosto difficili da gestire, perché ci siamo passate tutte, anche se ognuna a modo suo. Ciò significa che non do nulla per scontato o semplice, ma l'unico metodo per smettere di allattare è smettere di allattare. Non aspettarti che sia lei a decidere, perché disgustata o perché convinta. E' una decisione tua, di essere umano in contrasto con un altro essere umano verso il quale ti senti (e ti sentirai) sempre e costantemente in debito. Perciò va affrontata con la massima onestà. La dialettica, intesa nel senso adulto, in certi casi è sopravvalutata: qui devi affermare il tuo diritto a prendere questa decisione. Punto. Tua figlia non lo capirà, dovrà solo abituarsi a gestire qualcosa di diverso, qualcosa che è cambiato, ma che non è peggiorato. Anzi. Abituarsi ai cambiamenti è una cosa buona, per questo va fatto con schiettezza, senza sotterfugi tristi o mortificanti. Tu le sarai vicino, sorridente o quanto meno serena, perché è una cosa che vuoi davvero fare, di cui senti la necessità. La aiuterai e la sosterrai ad attraversare questa fase, magari anche attraverso un oggetto di transizione, ma senza pentimenti, senza sensi di colpa e soprattutto senza scaricarle addosso il fatto che è grande. A due anni non ci si vuole sentire grandi.
    Il latte di mucca non può essere proposto come sostitutivo: è un cibo, è diverso. A lei mancherà la tetta, il vostro momento intimo, di contatto, sarà dura, ma se tu soffri al posto suo, inneschi un meccanismo difficile poi da smontare. Avete bisogno di trovare entrambe qualcosa che vi faccia sentire vicine e che ricrei in parte quel momento magico. Ma solo in parte.
    A volte ho trovato molto utile raccontare una storia, leggere un libro, inscenare un dialogo tra due bambole o tra due burattini: non te le sparo così, con Lorenzo è andata molto bene leggere insieme dei libri. È un tipo di dialettica diversa, ma forse più funzionale, più in sintonia con una bambina di due anni.
    Sono approcci più sereni e rassicuranti, perché dopo il primo momento di spaesamento (momento che può durare anche giorni o settimane), i nostri cuccioli si sentiranno confortati dal fatto che noi siamo irremovibili ma pacifiche, tranquille. La nostra ansia, il nostro senso di colpa li disorienta: e sono sentimenti che loro percepiscono sempre, anche quando noi ci riteniamo tanto furbe o abili da mascherarlo bene.
    Non so se mi odierai o ti avrò dato fastidio per essere stata così asciutta ed estranea: in realtà, sono mossa da tutt’altri sentimenti, fatti di solidarietà ed empatia, e se ciò non viene fuori è perché nello scrivere si perde un po’ della vibrazione che, se fossimo faccia a faccia, sicuramente percepiresti.
    Ti abbraccio
    Eleonora

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  2. Cara Eleonora, grazie per il commento. Non ti odio, nè mi hai dato fastidio; non mi infastidisce mai la schiettezza. Mi hai scossa, con le tue parole, questo sì, ma gli scossoni non sono necessariamente una cosa negativa. Vieni a trovarmi ancora se ne hai voglia.

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  3. oh, bene...perché iniziavo un po' a pentirmi di aver lanciato questo commento e aspettavo la tua reazione, con le dita nelle orecchie e gli occhi strizzati.
    Tornerò a trovarti molto volentieri.
    Eleonora

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  4. Quando ho deciso di condividere questi pensieri sapevo che mi sarei esposta a commenti che potevano anche essere un po' "brutali", come il tuo. Sto cercando il mio modo di affrontare questo momento di passaggio, e sentire punti di vista alternativi può fornirmi spunti di riflessione importanti. Non so se anche tu anche tu hai un blog, perché cliccando sul tuo nickname non arrivo da nessuna parte, ma se ce l'hai, e semplicemente non vuoi renderlo pubblico, ma hai voglia che venga a leggerti, dimmi come fare.

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  5. ecco, forse da qui riesci ad accedere ad una sottospecie di blog, che si trova allo stadio terminale, prima ancora di nascere...però il nostro scambio mi dà voglia di rianimarlo un po'
    eleonora

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  6. Condivido Eleonora...non perché ci sia passata (il mio dis-allattamento a 9 mesi è avvenuto in modo piuttosto "condiviso"), ma condivido proprio l'approccio.

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  7. e se è la mamma a non volersi disallattare? mi spiego anch'io sono fisicamente distrutta, ma ho il terrore di smettere
    mammina74

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  8. @mammina74, scusa la curiosità forse impropria, ma perché hai "terrore di smettere"?
    eleonora

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  9. mammina74, mi associo alla domanda di eleonora: hai voglia di raccontarci perché hai paura di smettere di allattare e perché ti senti triste, come dicevi nel commento al post "disallattamento lento"?

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  10. sono triste perchè è una cosa che non faremo più assieme io e lui, perchè me lo spupazzo tutto e mi guarda con quegli occhi che racchiudono tutto il mio universo e ho il terrore che tutto questo mi mancherà da morire!!!
    lo so sono pazza, prima cerco di svezzarlo poi sono io a non voler smettere... anche ieri sera quando sono rientrata da lavoro verso le 19,00 prima abbiamo giocato un pò a palla e poi ci siamo stesi nel divano e lui con quella vocina tenera tenera mi fa "un pò di tettina mamma... ciono pittolo..." e allora come fai a smettere????
    ps. stanotte non ho dormito nulla perchè il papà ha insistito a tenerlo con noi nel lettone col risultato che lui (il papà) ha dormito come al solito, mentre pisolo è stato un pò male e ha cercato la tettina minimo cique volte. e la mamma sta sveglia!
    scusate se vi ho scocciato parecchio ma sono confessioni che non riesco a fare a nessuno se non a chi come voi è nella mia stessa situazione
    scusate ancora
    mammina74

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  11. Cara mammina74,
    non devi scusarti se hai avuto voglia di sfogarti un po’; i blog servono anche a questo. Se posso esprimere la mia opinione, penso che quando avrai smesso di allattare troverai un modo diverso (diverso, non peggiore) per spupazzarti il cucciolo. Con questo non voglio invitarti a smettere di allattare perché è una decisione che puoi prendere solo tu. E comunque non sono la persona più giusta per dare consigli in questo senso in quanto pure io non sono ancora riuscita a dis-allattare la mia bambina. Penso, e ci credo sul serio, che ogni mamma debba trovare il proprio momento e il proprio metodo ed è esattamente quello che sto cercando di fare io in questo periodo. Non esiste una regola universale in fatto di allattamento e disallattamento e non sai quanto vorrei che ci fosse. Seguire un copione già scritto è sempre più facile che andare a braccio.:)

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  12. Io condivido tutto quello che ha scritto Apprendista mamma (credo che d'ora in poi ti chiamerò Appma, se non ti spiace :))
    E mi permetto di aggiungere, cara mammina74, che se ti senti triste anche perché non sai con chi parlare di queste cose, qui hai l'occasione di farlo. Perché una cosa che ricordo bene dei miei primi tre anni di maternità - cosa che non vorrò mai più provare - è quel senso di solitudine che ti prende anche se sei fisicamente circondata da tante persone e che si manifesta quando si vivono sentimenti contraddittori, relativi ad alcune fasi cruciali.
    La rete, per quanto fatta di contatti virtuali (?), sembra invece mettere magicamente a contatto persone che paradossalmente arrivano a sentirsi più vicine, forse proprio perché meno implicate emotivamente e affettivamente, ma tendenti in misura maggiore a solidarizzare. A volte anche più di un familiare o di un'amica.

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  13. Sono d'accordo. Totalmente d'accordo. Quindi mammina74 qui sei la benvenuta.
    Ah! segnodiaria, chiamami pure confidenzialmente Appma; ho sempre apprezzato il dono della sintesi. :)

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  14. Grazie Appma...ma tu non provarci neanche a chiamarmi Sedia, eh? :D

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  15. In effetti, ci stavo pensando... ahahah

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  16. grazie siete davvero fantastiche e segnodiaria hai colto in pieno il problema: tutti ti stanno vicini fisicamente ma emotivamente sono incapaci di capire come ci si sente, e non per cattiveria solo perchè non essendo in quella situazione non possono capire! un giorno ho detto a mio marito che mi sono sentita molto sola in certi momenti e lui mi dice che mia madre e le mie due sorelle (oltre a sette cugine, mia nonna e le mie zie)erano presenti sempre a tutte le ore... a quel punto gli ho detto "va beh, lascia perdere!!!!"
    ecco cosa intendo quando dico che non capiscono (specie gli uomini)
    comunque grazie della vostra disponibilità tornerò spesso sicuramente perchè questo blog mi piace un sacco
    ciao
    mammina74

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  17. Sono contenta che ti piaccia il blog, perché questo posto è un po' come fosse casa mia...

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