mercoledì 22 dicembre 2010

Babbo Natale esiste: c'ho le prove



Dopo il mio post di questa mattina, figlia professionista è tornata a casa con l'alberello di Natale che vedete in foto, le mani sporche di verde (prova concreta che l'aveva dipinto proprio lei, ovviamente con l'aiuto delle educatrici del nido) e tanta voglia di recitare la poesia scritta sul retro dell'albero. E così, mentre saliva le scale di casa, accompagnata da apprendista papà, recitava, a memoria:

Lettera a Babbo Natale: 22 dicembre 2010

Caro Babbo Natale, che non esisti, però forse un po' sì. Sai che questo periodo dell'anno proprio non mi piace perché mi riporta - inevitabilmente - a un Natale di tanti anni fa, troppo triste e troppo luttuoso per essere vero. Perché il Natale se c'è la morte è un ossimoro, una contraddizione, quasi una bestemmia direi. È un’ingiustizia, un’inesattezza, una storpiatura. E invece, purtroppo, quel Natale del 1983 era tutto vero.

martedì 21 dicembre 2010

Shakira e il moralismo duenne

Facendo zapping, io e figlia professionista ci ritroviamo su MTV ...

- Mamma, chi è quella persona che balla con i capelli?
- Si chiama Shakira. Ma non balla solo con i capelli ...
- E perché ha la pancia tutta smutandata?
- Tesoro, non è smutandata, ha solo la pancia nuda. Non vedi che ha la gonna?
- Mamma, però, glielo dici che si deve coprire?

A questo punto mi pongo due inquietanti interrogativi:
1. dove ha sentito la parola “smu tan da to”?
2. mi sta forse diventando moralista?

lunedì 20 dicembre 2010

Amaretti: ricetta



1 kg di mandorle
1 kg di zucchero
Due uova intere
Il succo di due limoni
Due bustine di vanillina
Una spolverata di cannella


Amaretti e multitasking: cronaca di un ordinario pomeriggio di follia


Ore 14.30, apprendista papà rientra a casa dal lavoro, la prima cosa che dice varcando la porta di casa è:
- oggi fai gli amaretti?
- sì: mi aiuta tua madre, viene tra mezz'ora

Ore 15.00, arriva mia suocera, puntuale come sempre. Il tempo di versare le mandorle sbriciolate sulla spianatoia che mi squilla il telefono, quello del lavoro.

venerdì 17 dicembre 2010

Capodanno Low-Budget e Nonne 2.0

Miracolo: figlia professionista si è addormentata alle 21.00 senza fare capricci. Apprendista mamma si mette a lavorare. Deve scrivere un pezzo per un sito con cui collabora; il tema è: preparare un cenone di Capodanno Low-Budget. Le serve qualche idea. Chiama apprendista nonna, la regina dei piatti low budget e anche di quelli high budget. Di tutti i piatti, insomma.

giovedì 16 dicembre 2010

Huggies DryNites: non esiste migliore protezione



 


È sempre un piacere, per me, offrire uno spazio su questo blog ad Huggies, perché sono fatta così: mi affeziono ai marchi che mi hanno offerto prodotti utili. In particolare a quelli che mi hanno aiutata nella mia quotidianità da mamma apprendista e, qualche volta, anche un po’ imbranata.

Con i pannolini DryNites, Huggies si propone di offrire un prodotto valido per affrontare il problema della pipì a letto.

L’enuresi notturna è molto più comune di quanto si possa immaginare: riguarda un bambino su 8, di età compresa tra i 4 e 10 anni. Di solito, il problema scompare spontaneamente con la crescita. Nel frattempo, però, il bambino ne soffre perché si sente spesso in imbarazzo e poco sicuro di sé.

Come fare allora? Onestamente non lo so, ma posso immaginare come mi comporterei se mia figlia cominciasse a manifestare l’abitudine di fare la pipì a letto.

Come tutti i genitori interessati all’argomento, cercherei informazioni e proverei a trovare una soluzione. Nel frattempo andrei in giro per negozi, siti internet e blog a caccia di un prodotto valido in grado di aiutarci a vivere più serenamente il periodo tra il presentarsi del problema e la sua soluzione.

Sicuramente, quindi, arriverei su questo sito http://www.drynites.it/home_ragazzo.aspx, che Huggies ha dedicato all’enuresi notturna, oltre che alla presentazione dei pannolini mutandine DryNites. Se stai affrontando questo problema con il tuo bambino mi permetto, in punta di piedi, di consigliarti di dare un’occhiata al sito. È pieno di spunti, consigli e informazioni utili; a me sembra molto valido.

Le mutandine DryNites sono disponibili in due taglie
- 4-7 anni: 17-30 kg

- 8-15 anni: 27-57 kg

Si possono trovare in diversi disegni, per i maschietti e le femminucce, perché Huggies ha voluto renderle molto carine e simili alle “vere” mutandine. Sono dotate di un materassino superassorbente, di barriere antifuoriuscita e di un rivestimento impermeabile esterno; tutto questo le rende molto sicure. Grazie alle bande elastiche laterali hanno, inoltre, una perfetta vestibilità.

Se hai provato gli Huggies DryNites e hai voglia di raccontarmi come li avete trovati, tu e il tuo bambino, lascia un commento; lo leggerò più che volentieri. 

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mercoledì 15 dicembre 2010

Il capriccio creativo

Siamo quasi a fine anno: è tempo di bilanci. Mi è dunque venuta voglia di fare un elenco dei capricci più creativi del 2010, quelli di Ludovica ovviamente. Avete presente il capriccio creativo? Quello che viene ordito con cognizione di causa dal bambino solo perché ha per l’appunto voglia di fare i capricci, ma non ce ne sarebbe alcun motivo?

Capriccio creativo numero 1: Voglio andare all’asilo con il pigiama. Più o meno una volta al mese, Ludovica chiede di uscire in pigiama. Ma perché?
- Perché il pigiama è bello, mamma
- Tesoro, ma hai tanti capi di abbigliamento più belli
- No: io voglio il pigiama!
E comincia una lotta di mezz’ora che mi fa inevitabilmente arrivare al nido mentre stanno chiudendo la porta d’ingresso … incazzata, nervosa e in ritardo sulla mia tabella di marcia lavorativa.

Capriccio creativo numero 2: Voglio dormire per terra. Neanche sul tappeto, proprio sul pavimento. Si sdraia, si mette comoda, con Winnie the Pooh come morbido cuscino, e per convincerla a tirarsi su ci vuole la pazienza di Giobbe (e io – notoriamente – non ho niente in comune con Giobbe).

Capriccio creativo numero 3. Mamma, ho deciso che oggi voglio fare i capricci! Almeno giochiamo a carte scoperte …

Capriccio creativo numero 4. Mamma, voglio uscire. Niente di male in questa richiesta; peccato che le viene questa voglia sempre verso le 23.00, quando, oltre a un buio pesto, c’è un freddo siberiano persino al Sud in questi giorni, e quando sono sfinita da almeno un’ora di tentativi di portarla a dormire.

Capriccio creativo numero 5. Mamma, è buio: fai diventare luce. Ok, per i bambini i propri genitori hanno i poteri magici: quelli divini no, però! Questo capriccio, purtroppo, è piuttosto frequente; si manifesta quasi ogni sera quando, dopo cinque minuti di “mammaaaaaaaaa voglio uscireeeeeeeeeee”, la porto vicino a un balcone e le mostro che è tutto buio. La smette solo quando il sonno ha finalmente il sopravvento, cioè dopo una buona mezz’ora di litania “fai diventare luce, fai diventare luce, fai diventare luce… “

Capriccio creativo numero 6. Mamma, voglio il frutto che non c’è. È ora di merenda; il pomeriggio precedente sono andata a fare la spesa e ho comprato mele, arance, mandarini, banane e kiwi, ovvero tutto l’universo fruttifero che piace a mia figlia: mi sento dunque in una botte di ferro e mi ripeto come un mantra oggi non mi frega, oggi non mi frega, oggi non mi frega … Lei invece mi frega. “Mamma, oggi voglio proprio una bella pera”, “ma se non ti piace la pera, non la vuoi mai mangiare”, “oggi ho deciso che la voglio”. E parte un capriccio di un quarto d’ora fino a quando io, ritrovando la lucidità, le dico “Ok, ti prendo la pera”. Le servo una mela travestita da pera e lei la mangia, tutta soddisfatta, senza batter ciglio. Lo so, non si ingannano i bambini, ma questa è sopravvivenza.

E poi ci sono i capricci creativi da noia, cioè quelle idee balzane che nascono nella testa dei bambini quando si annoiano …

- Mamma mi dai una mia maglietta?
- Che ci devi fare?
- Devo pulire la mia cameretta

- Mamma mi compri la farina?
- A che ti serve?
- La devo buttare tuttaaaaaaaa per terra

- Mamma che fai?
- Sto preparando la cena. Vedi? In questa pentola ho messo a cuocere la tua pastina…
- Mamma, ma io la volevo cruda!

- Mamma, mi scappa la pipì
- Dai, andiamo subito a farla
- Ma io la voglio fare a casa della nonna!


E potrei continuare almeno per un quarto d’ora, però la pianto qua.

E voi ce l’avete un capriccio creativo da raccontare?

Se ne hai voglia, leggi anche
Quattro giocattoli che Babbo Natale non mi hai mai portato, e uno che invece sì
Compleanno bambini; i sacchetti fai da te
Decorare una torta di compleanno per bambini in modo semplice

lunedì 13 dicembre 2010

Alimentazione e bambini: evitare gli eccessi durante le Feste

Il problema della corretta alimentazione dei bambini mi sta molto a cuore. Educare i propri figli a mangiare bene non è sempre così semplice perché esistono i condizionamenti esterni, perché certe volte non si ha molto tempo per cucinare, perché ci sono casi in cui il carattere e la predisposizione del bambino non aiutano. Mia figlia, per esempio, tende a mangiare per noia e io combatto strenuamente ogni giorno contro questa sua tendenza.
Durante il periodo delle feste, poi, soprattutto quelle natalizie in cui la disponibilità di prodotti ipercalorici aumenta a dismisura, è ancora più complicato...
La corretta alimentazione, però, è una questione importante: è una questione di salute. Ecco perché ci tengo tanto.
Segnalo dunque questo articolo che ho scritto per il sito http://www.benesserevillage.it/, sperando che possa essere utile a qualcuno. Illustra le piccole "strategie" che mi sono inventata per aiutare mia figlia a mangiare bene e senza eccessi.

giovedì 9 dicembre 2010

Mamma e freelance: pro e contro

Pro. Una mamma freelance ha orari flessibili. Può accompagnare i propri bambini all’asilo o a scuola, si può organizzare meglio quando sono ammalati, può chiedere a se stessa il part-time e concederselo.
Contro. Pure le entrate sono flessibili, e qualche mese possono anche non entrare per niente.

Pro. Non ha capi; solo clienti e committenti. Se vuole mettersi in ferie non deve chiedere il permesso a nessuno e può rifiutare di lavorare a un progetto che non le piace.
Contro. Rifiutare un progetto la maggior parte delle volte vuol dire perdere il cliente. Se le viene un febbrone il giorno prima di una consegna, come fa a mettersi "in malattia"?

Pro. Una mamma freelance spesso ha l’ufficio all’interno della propria casa, dunque non è sottoposta a spostamenti estenuanti e non è costretta a porre troppa attenzione al proprio aspetto.
Contro. Rischia di vivere la maggior parte del tempo con indosso una tuta sformata dal tempo e una pinza tra i capelli: il suicidio della femminilità.

Pro. Una mamma freelance può scegliere liberamente e in autonomia il valore da dare al proprio tempo, e assegnarsi, di conseguenza, una tariffa oraria adeguata.
Contro. Ci sarà qualcuno che si assegnerà un compenso più basso e che in questo modo, con grande probabilità, le ruberà il cliente.

Pro. Una mamma freelance può decidere di non lavorare dopo un certo orario, di essere sempre libera nei fine-settimana, di non accettare scadenze troppo brevi che la costringerebbero a fare una corsa contro il tempo.
Contro. Ci sarà sempre qualcuno, magari con meno impegni famigliari, che invece accetterà, e questa volta – ci potete scommettere – le sottrarrà il cliente.

Pro. Una mamma freelance può trascorrere più tempo con la propria famiglia.
Contro. Spesso, la propria famiglia pretende il suo tempo anche quando non glielo vuole concedere. Per esempio, quando ha una consegna dopo due ore e sta cercando di portare a termine il progetto, le potrebbe succedere di udire sua figlia che urla perché vuole che la mamma le prepari la merenda e non ha alcuna intenzione di accettarla dalle mani del padre, che le darebbe la stessa - identica - merenda.

Pro. Una freelance fa sempre un lavoro che le piace.
Contro. Certe volte lo fa perché non ha alternative.

E voi? Siete freelance o lavoratrici dipendenti? Cercate un lavoro o siete casalinghe felici? Siete mamme oppure no?
Mi interessa moltissimo conoscere il rapporto delle altre donne con il proprio lavoro e il modo in cui riescono a conciliare – se ce la fanno – vita professionale e familiare. Anche di quelle che non sono mamme.
E voi uomini? Come ci vedete voi uomini? Cosa pensate delle vostre colleghe e del loro approccio al lavoro? So che non sono molti gli utenti maschi di questo blog, ma mi piacerebbe conoscere anche la loro opinione...

venerdì 3 dicembre 2010

Huggies Natural Fit: cuciti addosso ai bambini




Come dicevo in questo post, sono una fan degli Huggies, che mi hanno accompagnata dal primo cambio allo spannolinamento e, siccome sono una persona curiosa, credo di averli usati più o meno di tutti i tipi.


Ho scoperto i Natural Fit per caso. Sapete come si fa tra mamme, no? Tu che pannolini usi? Come ti trovi? Dove li compri? E così, un giorno, la mia amica M. mi parlò di questi pannolini sagomati e superassorbenti.


Onestamente, i Natural Fit mi erano proprio sfuggiti, ma ho voluto subito provarli. Appena tornata a casa con il mio primo pacco di Huggies Natural Fit, ho preso un pannolino e l’ho confrontato con uno di quelli che avevo (sono fatta così io, devo sempre testare tutto). Provateci anche voi. Salta subito all’occhio che sono più elastici, sagomati e anche più sottili. Danno proprio l’idea di essere comodi.


Grazie alla loro forma sagomata e alle fascette elastiche, aderiscono perfettamente al corpo del bambino e non ne limitano i movimenti. Siete delle testatrici incallite come me? Prendetene uno tra le mani e provate a tirare l’elastico che c’è sul retro, le fascette laterali e quelle che vanno tra le gambine: non vi dà l’idea di potersi adattare al corpicino del bimbo? In sintesi, quindi, il pannolino aderisce alla perfezione (e dunque non fuoriesce niente), ma allo stesso tempo non “costringe” il piccolo.


Il materassino assorbente, poi, pur essendo meno ingombrante, ha una tenuta super, il che aiuta – cosa fondamentale - a mantenere la pelle asciutta.


Massima assorbenza, comfort e adattabilità sono dunque la caratteristiche principali degli Huggies Natural Fit, che sono pure simpatici perché decorati con i personaggi Disney. Si possono trovare in tre taglie (3°: 5-9 kg; 4°: 8-14 kg; 5°: 12+ kg).


Insieme agli Unistar e ai Super Dry, gli Huggies Natural Fit, grazie alle loro caratteristiche, sono stati i pannolini che ho usato di più.


E voi? Quali sono le caratteristiche che cercate o che avete cercato in un pannolino? 

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mercoledì 1 dicembre 2010

Giocattoli sicuri

In questo periodo dell'anno siamo tutti un po' presi dagli acquisti natalizi per i nostri bambini. Anche quelli come me che il Natale non lo amano poi così tanto.
Lo scorso anno per me è stato più semplice scegliere. Ero partita con l'idea di prendere una bambola senza super poteri e poi, non avendone trovata una che mi piacesse davvero, ho comprato un'enorme scatola piena di costruzioni. Si è rivelato un acquisto azzeccatissimo. Le costruzioni sono state, e sono ancora, le compagne più complici di tutti i giochi pomeridiani di figlia professionista. Ci ha costruito qualunque cosa: case, palazzi, giardini, automobili, aerei e persino torte e pietanze di ogni tipo.
Quest'anno è stato più complicato scegliere (già fatto perché odio andare per negozi quando c'è la ressa) perché mia figlia ha fatto una richiesta molto precisa e non sapevo se fosse bene accontentarla. Mi sono fatta dunque tante domande sui criteri per scegliere i giocattoli più adatti e più sicuri per i propri figli. Ho cercato di darmi qualche risposta che ho sintetizzato in questo articolo, pubblicato da www.benesserevillage.it
Ovviamente, mi farebbe molto piacere se qualche mamma, papà, zio o zia, nonno o nonna, di passaggio su queste pagine, volesse condividere con me la propria esperienza e il proprio pensiero sulla questione giocattoli.

lunedì 29 novembre 2010

Bambini che non dormono: vademecum di una mamma “disperata”

Immagine di pubblico dominio da Pixabay
È matematico: se un bambino non dorme non dormirà nemmeno la sua mamma e spesso neanche il suo papà. Un figlio che fa fatica a dormire è un problema - grosso - per tutta la famiglia.
Mia figlia, durante i primi due anni della sua vita, non ha mai dormito una notte intera. Si è sempre svegliata ogni due o tre ore, qualche volta riaddormentandosi subito, altre tenendomi sveglia gran parte della notte. Soprattutto all'inizio ero molto preoccupata, tanto che mi sono rivolta al pediatra:
- Dottore, perché mia figlia non dorme?
- Ci sono bambini che hanno bisogno di dormire moltissimo, altri che dormono poco. L’importante è controllare che la bambina sia vivace e che abbia uno sviluppo nella norma. Può stare tranquilla, sua figlia sta bene.

lunedì 22 novembre 2010

Con calma

Ci sono giorni in cui bisogna prendersela con calma. Anche se è lunedì, sei una mamma che lavora, hai appena rifiutato un progetto commettendo forse un grosso errore di valutazione e hai altri due progetti a cui lavorare sodo. Anche se la tua casa è in disordine e forse lo è un po’ anche la tua vita. Anche se non c’è mai tempo, non c’è mai tregua, non c’è mai pausa.
Ci sono giorni in cui bisogna prendersela con calma per darsi la possibilità di riflettere.
Oggi è uno dei quei giorni. Oggi, tra un file aperto, qualche e-mail a cui rispondere, un capitolo da riscrivere e tutto il resto io ... faccio il punto della situazione.

giovedì 18 novembre 2010

Lista della spesa duenne

Figlia professionista sfoglia uno degli innumerevoli volantini che pubblicizzano giocattoli a prezzi scontati e che troviamo ormai quotidinamente nella cassetta della posta.
Questo, però, ha più pagine di tutti gli altri arrivati prima e cattura maggiormente la sua attenzione. La vedo molto concentrata e la osservo fare strani segni sui fogli con una delle sue matite colorate.

- Tesoro, che stai facendo?

Mi guarda con aria molto seria e risponde:

- La lista della spesa, mamma!

venerdì 12 novembre 2010

Mamma e freelance: tempo libero

Alle mamme freelance, qualche volta, può capitare una mattina come questa: la bimba è al nido, il papà è al lavoro e farà tardi (alias non devo nemmeno cucinare: mi ammazzo di cioccolato e lo considero un pranzo), nella casella di posta elettronica non ci sono e-mail di lavoro, l’articolo per lunedì è già stato scritto e spedito al committente, la traduzione per stamattina è stata consegnata ieri sera dopo un pomeriggio di lavoro matto e disperatissimo, la casa è più o meno in ordine, il frigorifero è pieno…

E adesso che faccio?

Tempo libero!

Tempo per leggere un bel romanzo, per rifarmi il trucco, per cazzeggiare e per chiacchierare al telefono …

Io non ci sono più abituata ad avere del tempo libero… Che bella sensazione!

giovedì 11 novembre 2010

Un problema terribile

Ore 17.30, apprendista mamma compila la lista della spesa, mentre figlia professionista visita, con il suo fonendoscopio giocattolo, pupe e peluche. In particolare, visita Bambolotto, la bambola che si ammala, tossisce, piange quando gli si fa la puntura, infine guarisce e si fa una risata …

- Mammaaaaaaaaaaaa!
- Che c’è?
- C’è un problema terribile.
- Cos’è successo?
- Vieni mammaaaaaa! Vieni a vedereeeeeeeee! Bambolotto non si ammala più!

Apprendista mamma aggiunge alla lista delle spesa: pile per far ammalare Bambolotto…
Questi “problemi terribili” vanno risolti subito

mercoledì 10 novembre 2010

La scatola vuota e la sensibilità duenne

Ore 19,00, stiamo per metterci a tavola per cenare (sì: perché noi ceniamo prestissimo), quando suonano al citofono.
È il corriere (ma fino a che ora fanno le consegne i corrieri?!) che mi porta – evviva! – i cosmetici minerali che ho comprato on line (sì: lo so, è grave, ormai uso il web pure per acquistare prodotti per il mio make-up).

Scendo le scale, prendo il pacco, lo apro e nascondo nella libreria del mio studio la trousse con tutti i miei nuovissimi cosmetici, con l’entusiasmo di una bambina. Non voglio che figlia professionista li veda, perché so che li prenderebbe tutti e che li userebbe per imbrattare Bambolina e Bambolotto, oltre che se stessa.
Torno dunque in cucina.

- Mamma, chi era?
- Un signore che portava un pacco
- E dov’è il pacco?

Corre nello studio, trova il pacco vuoto e pensa che sia arrivato così, senza niente dentro … Lo prende, va velocissima verso la sua cameretta e la sento trafficare.

- Tesoro, vieni a mangiare. Che fai?
Le dice apprendista papà dalla cucina.

A quel punto, lei, con la scatola tra le mani, tutta seria, va verso il papà ed esclama:
- Papà, metto tutti i miei colori nella scatola e poi la porto alla mamma, così non la vede vuota…

Mi è venuta una gran voglia di piangere e di consegnarle tutti i miei cosmetici. Che li usi pure per fare il make-up alle bambole. Non me ne importa più…

lunedì 8 novembre 2010

L'entusiasmo duenne e la pasta frolla al cioccolato

Ore 7.00 del mattino di un giorno qualunque

- Mammaaaaa, sono svegliaaaaaaaaaaa
- Sì: arrivo
- Mamma, facciamo i biscotti con le forme?
- Tesoro, magari li facciamo nel pomeriggio. Adesso ci alziamo, facciamo colazione, ci prepariamo e andiamo all’asilo.
- Ma io voglio i biscotti con le forme!
- Ti prometto che prima di mettermi a lavorare, stamattina, vado a comprare tutti gli ingredienti e poi, quando torni dall’asilo, li facciamo. Va bene?
- Evvivaaaaaaaaaaa! Sììììììììììììììììììììì! Evvivaaaaaaaaaaaaa!

Ore 14.00, dello stesso giorno qualunque

Figlia professionista varca la soglia della casa accompagnata dal papà.

- Ciao, amore, che hai fatto oggi all’asilo?
- Te lo dico dopo. Hai comprato gli ingredienti per i biscotti con le forme?

Ecco, sapevo che mi sarebbe toccato farli subito, i biscotti con le “forme”. Ma dove lo prendono i bambini tutto quest’entusiasmo? E soprattutto, perché non sanno aspettare?

Comunque … non ho voglia di filosofeggiare, piuttosto condivido la mia ricetta dei biscotti con le “forme” - ultima ossessione di figlia professionista - ovvero della mia pasta frolla al cioccolato.

Ingredienti
300 grammi di farina 00
100 grammi di zucchero
40 grammi di cacao zuccherato
150 grammi di burro
1 uovo
1 pizzico di sale

Procedimento
Io, per preparare la pasta frolla, faccio così: mischio prima tutti gli ingredienti secchi, poi faccio come una piccola montagnetta con un buco al centro, in cui metto l’uovo. Taglio il burro (freddo di frigo) a dadini e lo metto sul bordo della montagnetta. Impasto il tutto partendo dal centro, quindi dall’uovo, prima con una forchetta e poi con le mani. Quando ho ottenuto una bella palla di pasta frolla (dopo pochissimi minuti), la lascio in frigo per mezz’ora. Infine stendo la pasta con il matterello e taglio i biscotti con tante formine diverse, facendomi ovviamente aiutare da figlia professionista. Per stendere la pasta senza usare troppa farina (che la renderebbe meno "frolla") ho un trucco: la metto tra due fogli di carta da forno e ci passo sopra il matterello. In questo modo non si appiccica né al tagliere né al matterello e si stende facilmente...

Cottura
Cuocere in forno a 180 gradi per 7/8 minuti. Il tempo di cottura dipende, ovviamente, dallo spessore che avrete dato ai biscotti. I miei sono non troppo sottili, né troppo spessi.



E voi, come la fate la pasta frolla al cioccolato?

giovedì 4 novembre 2010

Ho allattato mia figlia fino a due anni: perché non lo rifarei

La questione dell’allattamento al seno è stata per me una nota dolente per molto tempo; adesso, però, mi sento pronta per riparlarne, e pronta anche per affrontare le eventuali critiche che mi saranno mosse per questo mio pensiero.

Ho voluto fortemente allattare mia figlia. E per questo ho lottato contro le ragadi, contro la scarsa produzione dei primi tempi e contro la mastite. Sono stata testarda, volitiva, instancabile e alla fine ho vinto. Fino a 6 mesi mia figlia si è nutrita esclusivamente del mio latte. Nient'altro, nemmeno una tisana. Non ha mai preso neanche il ciuccio: all’inizio perché mi avevano detto che avrebbe potuto influire negativamente con l’allattamento al seno, poi perché non l’ha voluto.
A sei mesi abbiamo introdotto le prime pappe, con successo: mia figlia ha sempre accettato tutti i cibi. A 12 mesi, quando finalmente il pediatra mi aveva detto di inserire il latte vaccino, siamo passate direttamente dalla tetta alla tazza. A quel punto, secondo i miei progetti, avrei dovuto smettere di allattare: avevo raggiunto il mio obiettivo. Ma non è stato così.
I 12 mesi sono diventati 15, i 15 18, i 18 22 e poi 24. A quel punto ero esausta: la bambina mi stava attaccata tutta la notte e di giorno mi spogliava in qualsiasi luogo perché voleva ciucciare. Volevo smettere, ma non sapevo come fare.
Tutti ti dicono come favorire l’allattamento, ma nessuno ti spiega come ti devi comportare quando decidi che è ora di basta. E così, in prossimità del secondo compleanno di mia figlia, ho deciso di cogliere la palla al balzo per spiegarle che era ormai grande e che i bambini quando compiono due anni non ciucciano più al seno della propria mamma. Mi sono imposta e nell’arco di una settimana abbiamo smesso, ma è stato difficilissimo. Mia figlia è stata nervosa per oltre un mese e triste. Sì: triste; molto. Si faceva coraggio e mi diceva di essere grande, ma si vedeva che stava male. E stavo male anch’io. Dopo una settimana sembrava che tutto andasse bene, ma in realtà c'è voluto più di un mese per raggiungere una vera serenità.
Nel nostro caso era diventata una dipendenza. Nel nostro caso mia figlia si svegliava continuamente per ciucciare, mentre appena abbiamo smesso ha cominciato a dormire tutta la notte. Ecco perché non lo rifarerei.

No: non voglio dire che se avessi un altro figlio non lo allatterei al seno. Lo allatterei perché sono consapevole dei benefici per il bambino e anche per la mamma. Gestirei, però, la cosa in maniera diversa: meno radicale, e non andrei avanti oltre gli 8/10 mesi.

Questa però è solo la mia esperienza. E, come ho detto e ribadito tutte le volte che ho parlato di quest'argomento, ogni mamma sa cos'è giusto per se stessa e per il proprio bambino. In fatto di allattamento al seno non si può proprio generalizzare.