martedì 29 novembre 2011

Cambio cuoco

Ultimamente, quando accendo la TV, è quasi sempre per guardare un programma di cucina o di arredamento: le mie due ultime manie. Qualche sera fa, facendo zapping, mi sono fermata su lei, canale 127 di sky , ed è stato così che ho scoperto questo nuovo format dal titolo Cambio cuoco. Il gioco è questo: due famiglie molto diverse per cultura e tradizioni culinarie si scambiano il cuoco per il pranzo della domenica e quindi anche le ricette. È un po’ come sbirciare nel ricettario delle case altrui; lo trovo un bel modo per arricchire la propria dieta, variare qualche piatto e soddisfare la propria curiosità culinaria.

Le ricette sono in genere piuttosto accessibili perché sono quelle che si fanno in casa. La cosa più buffa è che ti viene voglia di dire la tua perché ti senti più o meno alla pari: ti confronti non con un cuoco professionista, ma con un cuoco “da famiglia” come te. Ti viene voglia di fare qualche aggiustamento e qualche variazione sul tema; certi personaggi sono così simpatici che li inviteresti volentieri a cucinare a casa tua, altri meno (ma è pure questo il bello).

A me, per esempio, hanno molto colpito le due nonne della puntata andata in onda venerdì scorso: nonna Lula e nonna Rita. La nonna milanese contro la nonna barese: due tradizioni differenti e due cucine agli antipodi. È proprio questa la forza del format; gli autori di Cambio cuoco sono molto bravi ad esaltare le diversità mettendo a confronto, in ogni puntata, due mondi praticamente opposti e quindi in qualche modo complementari.

Inviterei volentieri la nonna milanese Lula a fare un cambio cuoco a casa mia perché le sue ricette si sposano perfettamente con la mia idea di cucina: semplicità, qualità degli ingredienti, gusto.

Mi hanno però stuzzicata particolarmente le cartellate della nonna barese Rita, perché sono un dolce tipico della tradizione natalizia di casa mia e perché l’impasto noi (intendo io e mia madre) lo facciamo quasi identico. Ecco la ricetta, di cui propongo una variazione


Avete guardato il video della ricetta? Nonna Rita condisce le cartellate con vin cotto, buccia di limone grattugiata, cannella, zucchero e cioccolato fondente. Sono buonissime col vin cotto, ma personalmente le preferisco condite diversamente e dunque - non me ne voglia nonna Rita - propongo le seguenti variazioni:


  • con miele agli agrumi e limone grattugiato (la mia versione preferita)

  • con miele millefiori e cannella

  • con semplice zucchero a velo (la versione più light, la preferita di mio marito)

  • con miele agli agrumi e granella di mandorle tostate (pure questa niente male).

Il miele va sempre fatto sciogliere a bagno maria prima di versararlo sulle cartellate.

Confrontare la mia cucina con quelle altrui è un esercizio che mi piace molto e che faccio da quando ho cominciato a vivere in posti diversi dal paesino in cui sono nata; una dieta varia è la base della salute e poi è divertente. Per questo motivo accoglierei con curiosità un cambio cuoco a casa mia e mi solleticherebbe molto l'idea di andare a cucinare a casa di qualcun altro. Mi solleticherebbe talmente tanto che, da quando ho scoperto il programma, mi diverto a immaginare che piatti potrei proporre: forse la mia torta salata, da sostituire al primo o al secondo, e magari, per dessert, gli amaretti che ho imparato da mia suocera... E poi immagino che tipo di cuoco mi piacerebbe avere per un giorno a casa mia: forse un cuoco siciliano che mi faccia le melanzane alla parmigiana e la cassata, oppure un cuoco modenese che mi prepari i tortelloni di zucca e il filetto con l'aceto balsamico.

E voi? Vi propongo un gioco: se vi capitasse di fare un cambio cuoco e di andare a cucinare a casa di una famiglia che non conoscete, qual è il piatto che proporreste di sicuro? Se ne avete voglia, linkatemi la vostra ricetta più forte nei commenti, che magari la provo. Sono in vena di esperimenti.

Cambio cuoco va in onda ogni venerdì alle ore 21.00 su lei, canale 127 di sky. La prossima puntata andrà quindi in onda venerdì 2 dicembre alle ore 21.00 e sarà una sfida tra ricette della nonna contro piatti light e moderni. Nel frattempo potete curiosare su http://www.cambiocuoco.it, su youtube.com/cambiocuoco e sulla pagina facebook.com/leitv. Troverete tante ricette, tanti consigli e tante idee per la cucina.

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venerdì 25 novembre 2011

L'influenza nei bambini piccoli


La redattrice scientifica che c’è in me ogni tanto prende il sopravvento sulla mamma pasticciona e quindi oggi ho deciso di scrivere un pezzo sull’influenza nei più piccoli.

Anche i neonati e i bambini piccoli sono ovviamente esposti al rischio di contrarre il virus dell'influenza;  non è però facile distinguere questa patologia da altre malattie virali in quanto spesso i sintomi sono simili. Il più delle volte non è influenza, ma una malattia che le somiglia.

Se i sintomi sono gli stessi perché si dà più importanza all’influenza rispetto agli altri malanni di stagione? Essenzialmente per due motivi e cioè per la maggiore diffusione di questa patologia e per la serietà delle potenziali complicanze. Le complicazioni più frequenti – e curabili – sono l’otite media acuta e la bronchite. Se il bambino soffre di una patologia cronica, l’influenza può complicarsi in maniera anche molto seria.

lunedì 21 novembre 2011

Testi medici

Testimedici.com è il sito attraverso cui pubblicizzo la mia attività professionale. Esiste dal 2006, mentre la mia vita da freelance è cominciata l'anno prima. Sono quindi diversi anni ormai che faccio questo lavoro e che sono una libero professionista, eppure... tutte le volte che qualcuno ne parla ... provo lo stesso senso di piacevole sorpresa. 

giovedì 17 novembre 2011

Libreria del buonumore: libri che fanno sorridere

Sono sempre stata una lettrice di classici. Da bambina leggevo i classici della letteratura per l’infanzia, a partire dall’adolescenza e per tutto il resto della mia vita, ho letto i grandi classici della letterata internazionale. Adoro i classici. Il problema dei classici, però, è che nella maggior parte dei casi sono tristissimi. Immensi, ma molto tristi. Il primo libro che ho letto da sola, in seconda elementare, è stato Pinocchio, meraviglioso ma… vi sembra allegro Pinocchio? Tre dei romanzi che ho più amato e che più amo tuttora sono Anna Karenina,  Madame Bovary e Cime tempestose: tutto gli si può dire tranne che mettano il buonumore. Mi si potrà obiettare che non tutti i classici sono tristissimi ed è vero, basti pensare a Don Chisciotte, che fa tenerezza ma certamente non fa piangere, però nel meraviglioso mondo della letteratura classica la tristezza e la tragedia vincono alla grande sulla comicità e sull’allegria.
Ecco, il fatto è che ultimamente ho proprio voglia di ridere. Cioè, ho sempre avuto molta voglia di ridere, solo che prima provavo gusto pure a scavare dentro me stessa, nella mia pancia, nel mio dolore, anche attraverso la lettura, mentre adesso no. Ho scavato fin troppo, ho bisogno di una pausa.
Ho voglia di leggerezza e quindi di libri, film e musica che mi mettano il buonumore. E così, ho scoperto un sacco di autori e titoli per me nuovi e interessanti. Ecco la mia personalissima libreria del buonumore.

martedì 15 novembre 2011

Biscotti con farina integrale e cacao

Se continuiamo così, prenderò due o tre chili come ridere. Il fatto è che il pomeriggio ci annoiamo e ci mettiamo a fare biscotti. Sarà meglio convogliare le nostre energie verso i lavoretti di Natale; non sono un'appassionata di decorazioni natalizie, ma almeno non fanno ingrassare. Ecco, comunque, la nostra ricetta di ieri: biscotti con farina integrale e cacao, anche questi sono semplicissimi da fare, anche questi li abbiamo inventati. Sono buoni e morbidissimi. Adatti a chi non ama i sapori eccessivamente dolci. Ed ecco la ricetta.

lunedì 14 novembre 2011

Biscotti miele e agrumi (facilissimi)

Questi biscotti sono nati sabato pomeriggio, mentre cercavamo di ammazzare la noia. C'era un vento freddo e non avevamo voglia di uscire; in più era quasi ora di merenda.
- Facciamo i biscotti?
- Sììììììììììììììììììì. Pero, mamma, la ricetta ce la dobbiamo inventare.
- Ok. Ecco la nostra ricetta inventata. Considerate che mi ha aiutata una bambina di 3 anni e mezzo, quindi questi biscotti sono davvero semplicissimi da realizzare. E molto buoni da mangiare.

giovedì 10 novembre 2011

Il capriccio dispettoso

Dopo il capriccio creativo e il capriccio creativo II è il periodo del capriccio dispettoso, ovvero è tutta una lotta.

Ora del bagnetto, prima di fare il bagno
Non voglio fare il bagnetto perché mi piace essere puzzosa

Ora del bagnetto, quando bisogna uscire dalla vasca
Non voglio uscire dall’acqua perché non sono ancora abbastanza profumata

Ora di andare a dormire
Lo capisci che non voglio dormire perché non sono stanca? Io non sono mai stanca e voglio giocare troppo

Ora di svegliarsi
Non mi voglio svegliare perché sono troppo stanca. Ho giocato troppo

Ora di vestirsi
Mamma, ma non posso andare a scuola con il pigiama?

Ora di mettere il pigiama
Mamma, ma perché devo mettere il pigiama? Non posso dormire così? (cioè vestita…)

Ora di cena, c’è minestrone
Il minestrone non mi piace, io volevo la bistecca

Ora di cena, c’è la bistecca
Mamma non mi piace la bistecca, voglio il minestrone di ieri

Ora di andare a fare la spesa
Non voglio uscire, voglio stare per sempre in casa

Ora di stare in casa (per esempio oggi che pioveva a dirotto)
Voglio uscireeeeeeeeee. Non voglio stare mai più in casa

E potrei continuare ancora a lungo. Ho bisogno di un carico extra di pazienza. Dove si vende la pazienza?

venerdì 4 novembre 2011

Mamma voglio un fratellino e una sorellina

Immagine di  mape_s

  • Mamma, ho pensato che voglio un fratellino e una sorellina
  • Un fratellino e una sorellina?
  • Sì: ma uno alla volta, non ti preoccupare
  • Ah allora …
  • Puoi dire che possono arrivare?
  • Dirlo a chi?
  • Al fratellino e alla sorellina
  • Sai che un fratellino o una sorellina quando arriva è un bambino molto piccolo?
  • Sì: lo so, poi però cresce e ci posso giocare.
  • Scusa, ma toglimi una curiosità, mi hai chiesto di dire al fratellino o alla sorellina che possono arrivare, ma secondo te come arrivano?
  • Mamma, il fratellino e la sorellina adesso sono in giro per il mondo che cercano la tua pancia, se tu li chiami, quelli la trovano e arrivano.

Colpita. Affondata. Spiazzata. Se c'è una cosa che non capirò mai è come nascono certe spiegazioni nella mente dei bambini piccoli.

Scusate, ma non erano le cicogne a portare i fratellini e le sorelline?

Se ne hai voglia puoi leggere anche

I giorni normali

Ci sono giorni difficili, quelli in cui il mondo sembra crollarti addosso e tu non puoi farci niente, non puoi neanche scappare; giorni in cui attendi una notizia, un evento, un risultato da cui dipende tutto il tuo futuro; giorni in cui la paura è talmente concreta che ti sembra di poterla afferrare e stringere tra le dita.
Ci sono giorni ancora più difficili, quelli in cui il dolore viene dalle viscere e fa male più di un calcio in faccia, giorni in cui resti sospesa tra la realtà e il senso di irrealtà, giorni in cui la luce sembra non potersi riaccendere più.
Ci sono poi giorni felici, quelli in cui indossi il vestito della festa delle tue emozioni; giorni in cui il cielo è sereno; giorni in cui voli talmente alto che ti sembra di poter infilare un dito tra le nuvole.

mercoledì 26 ottobre 2011

Biscotti di Halloween: più semplici di così non si può

Ecco i nostri biscotti di Halloween, in realtà, forse, più che biscotti sono crostatine. Certo non hanno un aspetto magnifico, anzi diciamo pure che sono grotteschi, buffi e pure un po' bruttini, ma la bellezza e la perfezione non appartengono ad Halloween, o no?
La cosa più divertente è che li abbiamo fatti insieme io e Ludovica questi biscotti, perché sono veramente molto semplici e la preparazione può diventare un bel gioco. Alla fine la cucina era un disastro e noi eravamo sporche di farina dalla testa ai piedi, ma è stato divertente, ed è questo che conta e poi... sono buonissimi e... per tre golosi come noi pure questo conta.
Ed ecco la ricetta:

giovedì 20 ottobre 2011

PRÉNATAL RISCALDA L’INVERNO DI BAMBINI E MAMME


Durante la gravidanza non sono ingrassata molto, avevo solo il pancione. Ecco, appunto, il pancione … non sapevo proprio dove metterlo. Avevo voglia di sentirmi carina e di vestirmi come piace a me anche da gestante, ma avevo difficoltà a trovare gli abiti giusti; soprattutto non trovavo un bel paio di jeans. È incredibile quanto possa essere difficile trovare un bel paio di jeans se hai il pancione.
Prénatal dà una mano alla gestante in cerca di abbigliamento adatto alla propria pancia con quattro linee autunno-inverno della nuova collezione 2011-2012:

martedì 18 ottobre 2011

Cedimento strutturale

Immagine di lettera27

Un momento prima hai 26 anni; un attimo dopo ne hai 36.
Un momento prima hai un potenziale praticamente infinito; un attimo dopo hai raggiunto alcuni obiettivi, altri li hai mancati e senti che sono mancati per sempre.
Un momento prima hai un cassetto pieno di sogni; un attimo dopo realizzi che molti dei tuoi sogni rimarranno per sempre chiusi in quel cassetto.
Un momento prima sei libera come il vento; un attimo dopo hai messo radici.
Un momento prima hai un corpo tonico, la pelle liscia, il seno florido; un attimo dopo il bikini non ti sta più come una volta, spuntano le prime rughe, il seno è quello di una donna che ha avuto una gravidanza, o magari anche due.
Un momento prima ti scambiano per una studentessa, anche se non lo sei più da un pezzo; un attimo dopo ti chiamano signora e ti danno del lei.
Un giorno capita che ti guardi allo specchio e vedi una donna, non una ragazza. Un giorno capita che ti guardi allo specchio e realizzi di essere più vicina ai quaranta che ai trenta.
Il punto è che non ci sei abituata.

giovedì 29 settembre 2011

L'omino della pioggia e la fantasia

In un raro pomeriggio di pomeriggio di pioggia nel Sud Salento, in auto, a spasso per la città
  •          mamma, ma come fa quello lì a innaffiare tutta la città?
  •         Quello chi?
  •         Mamma, l’omino che c’è sopra le nuvole, quello che annaffia tutto quando piove
  •        cosa?
  •          Sì: mamma, come fa? Che c’ha? Un annaffiatoio gigante?!
Ecco la sua spiegazione al fenomeno atmosferico pioggia… Ma dove la prendono la fantasia i bambini di tre anni e mezzo? Si vende a chili? Perché se si vende a chili io ne voglio almeno dieci, di quella fantasia fresca, pura, senza filtri.

Che poi, L’omino della pioggia esiste, ed è una meravigliosa fiaba di Gianni Rodari; meno male che me sono ricordata e sono andata subito a cercarla in libreria (servirà pure a qualcosa aver trascorso buona parte della propria vita con un libro sotto gli occhi). E così abbiamo scoperto che quel signore che abita sulle nuvole non annaffia la città, fa piovere aprendo i rubinetti delle nuvole. Ma che meravigliosa spiegazione…

lunedì 19 settembre 2011

Un’estate senza lavatrice

Immagine di Ana Yacoby

È stata un’estate piena, lunga e ricca di esperienze. È stata pure un’estate faticosa, complicata e per certi versi anche un po’ nervosa. È stata, infine, un’estate senza lavatrice per tutta una serie di motivazioni che sarebbe troppo lungo spiegare.
Mia madre, al posto mio, avrebbe fatto il bucato a mano e, dal suo punto di vista, avrebbe fatto proprio bene. Io, invece, mi sono limitata a lavare manualmente solo quelle quattro cose di cui proprio non potevo fare a meno. Il resto ho lasciato che si accumulasse vergognosamente in un certo numero di ceste per la biancheria. Insomma, non vedo perché avrei dovuto sprecare il mio tempo a fare il bucato quando potevo andare al mare, leggere un bel libro, passeggiare per i negozi, prendere un aperitivo con tutta la famiglia, guardare il tramonto, portare Ludovica a correre sul lungomare (lei correva e io contemplavo il paesaggio), portare Ludovica a mangiare una granita nella pasticceria sul porto (io mangiavo la granita e lei correva intorno al porto), portare Ludovica a mangiare una pizza nella pizzeria napoletana (io mangiavo la pizza e lei guardava il presepe, che nella pizzeria napoletana c’hanno il presepe tutto l’anno) … Insomma, non mi sembrava il caso di fare il bucato. O no?

lunedì 1 agosto 2011

Cucina con Calvè: omelette con salsa maionese Mayo e prosciutto

L’omelette per me è un piatto estivo, che mi piace mangiare con un contorno di verdure quando torno dalla spiaggia e non ho tanta voglia di cucinare. Tengo in frigo tutte le verdure già cotte o già lavate (se voglio mangiarle crude) e gli ingredienti della mia ricetta di omelette pronti e in bella vista. Anche le salse pronte sono, per me, un ingrediente estivo. Danno sapore alle verdure in un attimo e piacciono a tutti. Quest’estate ho scoperto la salsa maionese Mayo di Calvé, che contiene il 50% di calorie in meno rispetto alla maionese tradizionale Calvé e che è a base di yogurt magro. Mi piace perché la trovo delicata e così l’ho subito abbinata alle mie omelette: ecco la ricetta.


martedì 26 luglio 2011

Come insegnare ai bambini a non aver paura del dentista

Immagine di d!ego
Mia figlia va volentieri dal dentista; sembra incredibile ma è vero, ci siamo già state due volte ed è andata molto bene.
Abbiamo fatto la prima visita di controllo intorno ai tre anni e abbiamo anche fatto un trattamento perché sui denti le era comparsa un'antipatica patina nera; nonostante il trattamento, che non deve essere stato molto piacevole, non ha fatto capricci e non ha imparato a odiare il dentista. Sì perché, a mio modestissimo parere, certe antipatie si imparano; sono atteggiamenti che si acquisiscono, predisposizioni negative che si possono superare. Per carità, sedersi sulla sedia del dentista non piace a nessuno, ma... anche un bambino può affrontare quest'esperienza senza troppe ansie; molto, sempre secondo la mia modesta opinione, dipende da noi genitori e da quanta serenità siamo in grado di trasmettere ai nostri bambini. Di recente ho scritto questo articolo sull'igiene orale nei bambini e ve lo segnalo perché mi piacerebbe molto conoscere il vostro parere a tal proposito.

lunedì 25 luglio 2011

Detersivi alla spina I love you

Immagine di Raphael Quinet
Amo i detersivi alla spina e vi voglio raccontare perché:
1. Da quando uso detersivi alla spina il mio bidone giallo, quello per la plastica, è sempre semivuoto e questo mi riempie di immensa gioia: mi sento più leggera;
2. i detersivi alla spina che uso sono quasi totalmente biodegradabili e questo mi fa sentire meno in colpa quando, per esempio, devo fare due lavatrici nella stessa giornata;
3. i detersivi alla spina sono economici: ieri ho fatto il rifornimento completo e ho speso meno di 5 euro;
4. non è vero che i detersivi alla spina lavano meno bianco; a chi mi fa quest'obiezione rispondo: quando mia figlia si sporca la maglietta di cioccolato io la smacchio prima di metterla in lavatrice, ma lo facevo anche quando usavo il detersivo che più bianco non si può, quindi dov'è la differenza?
5. i negozi di detersivi alla spina sono profumatissimi e mi diverto a scegliere ogni volta una fragranza diversa; ieri ho preso mezzo litro di detersivo per i piatti alla menta e mezzo al limone; un litro di detersivo per i pavimenti al profumo di albicocca e due litri di ammorbidente al fiordaliso. Quindi, andare a comprare i detersivi alla spina per me è anche un gioco.

martedì 5 luglio 2011

Bambini nervosi e fratellini

- Tesoro cos'hai sul braccio?
- Niente mamma, C. oggi all'asilo mi ha dato un morso, anzi tre.
- Tre morsi?
- Si: mamma, era nervoso. Nervooosooo ... perché ha avuto un fratellino. Proprio nervoso nervoso.

Dopo qualche minuto...
- Mamma?
- Dimmi
- Io non lo voglio un fratellino
- E perché?
- MAMMA! NON mi piace essere nervosa!

giovedì 16 giugno 2011

Consigli per dire addio al pannolino



Bello il video vero? A me è piaciuto molto. I consigli della signora Anita Presterà per dire addio al pannolino      mi sono sembrati veramente interessanti. In questo video, in realtà, compare solo una parte dell'intervista, ma mi sembra utile riassumerla per intero. Ecco dunque le risposte che ha dato la signora Anita durante l'intervista di Huggies. Le domande sono quelle che ci poniamo noi come genitori e che mi sono posta io lo scorso anno quando io e mia figlia ci siamo lanciate nell'avventura che ci avrebbe portate a dire addio al pannolino .
Quali sono i segnali per capire che il nostro bambino è pronto a dire addio al pannolino?
Il piccolo è pronto quando:
si sveglia al mattino con il pannolino asciutto; mostra di essere infastidito dal pannolino bagnato; riesce a stare seduto sul vasino una decina di minuti; mostra interesse nei confronti del bagno e ne è incuriosito; riesce a trattenere pipì e popò; si sente gratificato dopo averla fatta nel vasino; comincia a chiedere di andare in bagno.
Dove e come cominciare?
Nell'intimità della casa, dunque in un luogo conosciuto. Il nido, poi, può aiutare ed essere di sostegno; quindi è importante anche avvisare le educatrici dell'asilo. Una volta presa la decisione di cominciare lo spannolinamento, andare magari a comprare il vasino portandosi dietro il piccolo e sceglierne insieme uno divertente e colorato. Un'idea carina può essere quella di personalizzare il vasino con un gioco creativo. Se il bambino lo gradisce, si può optare per un riduttore.
Per inciso, questa è la soluzione che abbiamo usato noi quasi dall'inizio. Abbiamo cominciato con un vasino verde acido molto comodo, ma Ludovica, mia figlia, era molto attratta dal bagno e allora siamo andate insieme a comprare un riduttore di Winnie the Pooh (il suo personaggio preferito) che usiamo tuttora e che ci portiamo dietro da ogni parte (dai nonni, quando andiamo in vacanza eccetera ...).
Per l'apprendimento si può usare il pannolino Huggies Pull Ups perché ha i disegni che scompaiono quando il bambino lo bagna e quindi diventa un  gioco che aiuta il piccolo ad imparare. A noi è stato utile e ne ho già parlato anche nei post Huggies Pull Ups: impariamo a usare il vasino e Huggies Pull Ups e la fase dello spannolinamento.
Come comportarsi?
Il bambino non va mai mortificato e non si deve fargli pressione. Bisogna affrontare il momento come fosse un gioco; accompagnarlo con allegria e non mostrarsi stufe o impazienti. Armarsi di costanza e ottimismo e cercare di avere un buon approccio sin dall'inizio. Saper ascoltare i ritmi del bambino è importante, non imporre dunque gli orari dei grandi e aspettare le indicazioni del piccolo. Può essere utile creare rituali, che devono però essere sempre piacevoli; per esempio metterlo sul vasino al mattino appena sveglio, dopo i pasti o un abbondante bevuta e la sera prima di andare a dormire. È dunque importante cercare di inserire il vasino in un contesto giocoso, farlo diventare un momento piacevole e quando il bambino riesce a farla lì gratificarlo con bel sorriso e con un grande "Bravo!".
Che ne pensate dei consigli della signora Anita?

 Personalmente, non posso che essere d'accordo. Dire addio al pannolino    è è un percorso che genitori e bambino compiono insieme. Noi, lo scorso anno, abbiamo affrontato questa conquista con grande serenità e - fortunatamente - è andato tutto bene. All'inizio è stato semplicissimo, poi c'è stato un momento un po' difficile che sembrava un regresso, ma con tanta pazienza l'abbiamo superato. Per noi è stato molto utile il rinforzo positivo; a ogni "Brava!" Ludovica si sentiva più grande.
È molto bello crescere insieme ai propri bambini. Questo post è dedicato a mia nipote e alla sua mamma, che in questi giorni hanno cominciato l'avventura per abbandonare il pannolino. 


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venerdì 3 giugno 2011

Il pesce tarallo (e le ferie in costiera amalfitana)

Siamo stati in vacanza sulla costiera amalfitana. Bé, in realtà, siamo stati anche sulla costiera amalfitana. Ce la siamo presa con comodo e, prima di arrivarci, abbiamo fatto varie tappe. La prima, sabato scorso, a Lecce, per vedere com’era Disney Junior in tour, poi a casa della nonna A. in Basilicata e, infine, ad Amalfi, Positano e Ravello. Viaggiare con una bambina di tre anni è spettacolare. Qualsiasi posto sulla terra diventa il più avventuroso e anche la minima novità è una scoperta degna di un tesoro nascosto.