Chi di voi ieri sera ha guardato la trasmissione Presa diretta su Rai 3? Chi, come me, si è arrabbiata, sentita triste e ha desiderato – anche solo per un momento - andare a vivere in Norvegia?
La puntata si intitolava Senza donne e affrontava il problema italiano della discriminazione di genere.
Io lo sapevo già che in Italia, se sei una donna, non solo non arriverai mai a ricoprire una posizione di potere, ma avrai anche serie difficoltà a gestire qualsiasi tipo di lavoro una volta che sarai diventata mamma, ma sentirmelo raccontare così bene e ascoltare le storie di tante mamme mi ha fatto venire un macigno sullo stomaco e una gran voglia di urlare. La puntata è disponibile, per intero, a questo indirizzo. Se ve la siete persa, andate a vederla.
Per fortuna, abbiamo ancora una televisione così.
Si è mamme apprendiste dal momento in cui il test di gravidanza risulta positivo. Da quel momento, per sempre. Perché non si finisce mai di imparare. apprendistamamma@yahoo.it
lunedì 27 settembre 2010
martedì 14 settembre 2010
I maschi e le femmine
- Mamma, ma che scarpe hai?
- Quelle da ginnastica
- E perché non hai i tacchi?
- Perché ho voglia di stare comoda
- E perché sono blu?
- Non ti piace il blu?
- No, è da maschi. Mamma... oggi sei proprio come un maschio.
- Quelle da ginnastica
- E perché non hai i tacchi?
- Perché ho voglia di stare comoda
- E perché sono blu?
- Non ti piace il blu?
- No, è da maschi. Mamma... oggi sei proprio come un maschio.
lunedì 13 settembre 2010
Un anno
L’11 settembre questo blog ha compiuto un anno. Che se ci penso, poi, avrei potuto scegliere un giorno migliore per inaugurarlo. Ma i blog, quelli di pancia, nascono così, spontaneamente, un giorno a caso. Quel giorno in cui accendi il piccì e ti ritrovi a scrivere senza averci pensato poi tanto...
Me ne ero proprio dimenticata che fosse il suo compleanno perché è stato un periodo un po’ particolare, troppo pieno, troppo frenetico, troppo di tutto. Tante cose sono cambiate in questi 365 giorni. Cambiate dentro, non fuori. Fuori è tutto apparentemente più o meno nello stesso ordine. Una sensazione però è rimasta identica, come fosse scolpita nella parte più profonda e viscerale di me stessa. Una sensazione che avevo espresso in questo post del 13 settembre scorso e che ripropongo qui.
Confini
Certe volte faccio fatica a capire dove finisce mia figlia e comincio io. Ho disperatamente bisogno di trovare quel limite.
Quel limite, è evidente, io, non l’ho ancora trovato.
Me ne ero proprio dimenticata che fosse il suo compleanno perché è stato un periodo un po’ particolare, troppo pieno, troppo frenetico, troppo di tutto. Tante cose sono cambiate in questi 365 giorni. Cambiate dentro, non fuori. Fuori è tutto apparentemente più o meno nello stesso ordine. Una sensazione però è rimasta identica, come fosse scolpita nella parte più profonda e viscerale di me stessa. Una sensazione che avevo espresso in questo post del 13 settembre scorso e che ripropongo qui.
Confini
Certe volte faccio fatica a capire dove finisce mia figlia e comincio io. Ho disperatamente bisogno di trovare quel limite.
Quel limite, è evidente, io, non l’ho ancora trovato.
mercoledì 8 settembre 2010
Primo giorno di scuola
Non c'è niente da fare. Ormai è il terzo anno, eppure i primi giorni, quando la lascio all'asilo mi viene il magone e mi rimane un macigno sullo stomaco finché non vado a riprenderla, e un po' anche dopo.
Alla fine cos'ho scelto? Nido o scuola materna? Per il momento nido, ma andrò comunque alla riunione di inizio anno della scuola dell'infanzia e poi si vedrà.
Alla fine cos'ho scelto? Nido o scuola materna? Per il momento nido, ma andrò comunque alla riunione di inizio anno della scuola dell'infanzia e poi si vedrà.
venerdì 27 agosto 2010
Affetto duenne
Ore 21.00, io e figlia professionista siamo sul divano e stiamo guardando un cartone. A un certo punto mi si avvicina e mi abbraccia:
- Mamma, mi sei mancata tanto
- Ma sono sempre stata qui oggi, a casa
- Sì, però, non eravamo abbracciate
- Mamma, mi sei mancata tanto
- Ma sono sempre stata qui oggi, a casa
- Sì, però, non eravamo abbracciate
giovedì 19 agosto 2010
Due anni e mezzo: nido o scuola materna?
Siete tutti al mare? Lontani anni luce dalle grinfie della rete? C’è qualche collega genitore che mi può dare una mano a capire?
Perché è da giugno che ci penso, mi arrovello, valuto i pro e i contro e li metto sul piatto della bilancia. Ma la bilancia resta sempre in perfetto equilibrio, qualche giorno sembra pendere un po’ di qua oppure un po’ di là, ma mai che penda in maniera decisa da una parte o dall’altra.
Insomma, dove la mando figlia professionista a settembre? Al nido o alla materna? È nata a febbraio 2008 e proprio non riesco a prendere una decisione.
Il punto è che il nido comunale che ha frequentato nei due anni precedenti è un posto meraviglioso: le educatrici coccolano i bambini, si prendono cura di loro con estrema dolcezza e con grande attenzione; li stimolano; gli insegnano canzoncine e poesie, anche in inglese; li educano all’ascolto della musica, compresa la classica; li mettono su un palco due volte l’anno (e io ancora non ho capito come facciano); li tengono tanto tempo all’aperto (perché hanno un grande parco e il clima qui permette di usarlo buona parte l’anno); li svestono se c’è troppo caldo e li rivestono se, invece, c’è freddo; gli raccontano fiabe e storie meravigliose; organizzano spettacolini di maghi e giocolieri; fanno insieme a loro grandi disegni che poi appendono alle pareti e lavoretti per ogni festa che si possa immaginare; l’alimentazione, poi, è veramente molto curata.
D’altro canto, però, figlia professionista è una bambina molto sveglia. Non ha più il pannolino, nemmeno la notte; mangia da sola in maniera quasi impeccabile; ha una grossa proprietà di linguaggio, per una bimba di due anni e mezzo; e soprattutto ha cominciato a provare il desiderio di stare insieme ai bambini più grandi; è molto socievole e ha una grande curiosità nei confronti delle persone e del mondo. Avrebbe, quindi, tutte le carte in regola per andare alla materna. Il punto, però, è che io, nel paese in cui vivo, una scuola dell’infanzia che risponda alle esigenze di un bimbo così piccolo non l’ho trovata. Può anche darsi che io non l’abbia cercata bene, ma mi è sembrato che le classi miste per età svolgano tutte attività adatte ai bimbi più grandi e, soprattutto, mi è sembrato che due insegnanti siano veramente poche per gruppi di 25/28 bambini di età così diverse. Al nido, il rapporto numerico tra educatrici e bimbi mi sembra molto più rassicurante, oltre che più idoneo.
Insomma, io lo so che figlia professionista è una bambina da scuola materna. È cresciuta tantissimo negli ultimi mesi; è una “bimba grande”, come ama dire lei. Se non ce la mando adesso, dovrò mandarcela a tre anni e mezzo, che mi sembra un pochino troppo tardi. Se solo avessi trovato una sezione primavera...
Non riesco a capire quale sia la cosa più giusta per lei, non riesco a capirlo davvero e questo – lo confesso – mi manda in crisi.
Oggi, comunque, la bilancia pende un pochino di più verso il nido.
Perché è da giugno che ci penso, mi arrovello, valuto i pro e i contro e li metto sul piatto della bilancia. Ma la bilancia resta sempre in perfetto equilibrio, qualche giorno sembra pendere un po’ di qua oppure un po’ di là, ma mai che penda in maniera decisa da una parte o dall’altra.
Insomma, dove la mando figlia professionista a settembre? Al nido o alla materna? È nata a febbraio 2008 e proprio non riesco a prendere una decisione.
Il punto è che il nido comunale che ha frequentato nei due anni precedenti è un posto meraviglioso: le educatrici coccolano i bambini, si prendono cura di loro con estrema dolcezza e con grande attenzione; li stimolano; gli insegnano canzoncine e poesie, anche in inglese; li educano all’ascolto della musica, compresa la classica; li mettono su un palco due volte l’anno (e io ancora non ho capito come facciano); li tengono tanto tempo all’aperto (perché hanno un grande parco e il clima qui permette di usarlo buona parte l’anno); li svestono se c’è troppo caldo e li rivestono se, invece, c’è freddo; gli raccontano fiabe e storie meravigliose; organizzano spettacolini di maghi e giocolieri; fanno insieme a loro grandi disegni che poi appendono alle pareti e lavoretti per ogni festa che si possa immaginare; l’alimentazione, poi, è veramente molto curata.
D’altro canto, però, figlia professionista è una bambina molto sveglia. Non ha più il pannolino, nemmeno la notte; mangia da sola in maniera quasi impeccabile; ha una grossa proprietà di linguaggio, per una bimba di due anni e mezzo; e soprattutto ha cominciato a provare il desiderio di stare insieme ai bambini più grandi; è molto socievole e ha una grande curiosità nei confronti delle persone e del mondo. Avrebbe, quindi, tutte le carte in regola per andare alla materna. Il punto, però, è che io, nel paese in cui vivo, una scuola dell’infanzia che risponda alle esigenze di un bimbo così piccolo non l’ho trovata. Può anche darsi che io non l’abbia cercata bene, ma mi è sembrato che le classi miste per età svolgano tutte attività adatte ai bimbi più grandi e, soprattutto, mi è sembrato che due insegnanti siano veramente poche per gruppi di 25/28 bambini di età così diverse. Al nido, il rapporto numerico tra educatrici e bimbi mi sembra molto più rassicurante, oltre che più idoneo.
Insomma, io lo so che figlia professionista è una bambina da scuola materna. È cresciuta tantissimo negli ultimi mesi; è una “bimba grande”, come ama dire lei. Se non ce la mando adesso, dovrò mandarcela a tre anni e mezzo, che mi sembra un pochino troppo tardi. Se solo avessi trovato una sezione primavera...
Non riesco a capire quale sia la cosa più giusta per lei, non riesco a capirlo davvero e questo – lo confesso – mi manda in crisi.
Oggi, comunque, la bilancia pende un pochino di più verso il nido.
mercoledì 18 agosto 2010
Vendetta duenne
Ieri, ore 18.30, apprendista mamma spegne finalmente il PC dopo una giornata di lavoro matto e disperatissimo. Esausta nella mente, ma non nel corpo, corre nella cameretta di figlia professionista. Apprendista papà ha appena finito di raccontarle per la centoduesima volta la favola di Cappuccetto Rosso, divertendosi a imitare il lupo.
- Tesoro, vieni a giocare un pochino con me sul terrazzo?
- Non posso
- Perché?
La duenne afferra con aria di sfida il suo computer giocattolo, lo apre ed esclama
- Devo lavorare. Ho troppo lavoro oggi!
- Tesoro, vieni a giocare un pochino con me sul terrazzo?
- Non posso
- Perché?
La duenne afferra con aria di sfida il suo computer giocattolo, lo apre ed esclama
- Devo lavorare. Ho troppo lavoro oggi!
lunedì 16 agosto 2010
La sorella immaginaria
Da qualche giorno figlia professionista ha una sorella immaginaria.
- Mamma, sai che io ho una sorella?
- Hai una sorella, e chi è?
- Si chiama Stellina
- E dove ce l’hai questa sorella?
- Abita nella giungla, subito dopo il ponte...
Dunque, vediamo, mia figlia ha una sorella (immaginaria) che si chiama Stellina e abita nella giungla, al di là del ponte. Le prepara da mangiare, le stira i vestiti, fa progetti per lei ...
Mi devo preoccupare?
- Mamma, sai che io ho una sorella?
- Hai una sorella, e chi è?
- Si chiama Stellina
- E dove ce l’hai questa sorella?
- Abita nella giungla, subito dopo il ponte...
Dunque, vediamo, mia figlia ha una sorella (immaginaria) che si chiama Stellina e abita nella giungla, al di là del ponte. Le prepara da mangiare, le stira i vestiti, fa progetti per lei ...
Mi devo preoccupare?
martedì 27 luglio 2010
La vita e il blog
Sarà l’estate, il carico di lavoro aumentato improvvisamente e senza preavviso, i mille progetti personali e professionali che mi affollano la mente … oppure, forse, saranno tutte queste cose insieme. Sta di fatto che è passato più di un mese dall’ultima volta che ho scritto su questo mio caro blog e non me ne sono nemmeno accorta. Un mese in cui la mia bambina è cresciuta tanto e si è abbronzata un po’. Ha imparato a dire frigorifero (anziché riforifero), a salire sullo scivolo senza l’aiuto della mamma, a mettersi le scarpe. Ha tolto il pannolino, anche la notte, ha fatto un viaggio di cinque ore in auto senza mai fare i capricci (non era mai successo che ci stesse nemmeno mezz’ora, in macchina, senza piangere e urlare), ha completato il suo album di figurine. È diventata più simpatica, più aperta, più socievole. Ha deciso che la sua principessa preferita è Cenerentola, che le scarpe devono sempre avere qualche fiore, che il gelato se non è al cioccolato è meno buono.
Insomma, la vita scorre e se non la fisso con caratteri e spazi a me sembra che scorra più veloce. E allora spero che mi torni presto l’ispirazione e soprattutto spero di ritrovare tempo e spazio per riprendere a scrivere qui, in questo luogo virtuale a cui mi sono tanto affezionata. Io, che ho sempre scritto di tutto, meno che della mia vita. Io, che non ho mai tenuto un diario, e che tutto pensavo, meno che di affezionarmi a un blog.
Insomma, la vita scorre e se non la fisso con caratteri e spazi a me sembra che scorra più veloce. E allora spero che mi torni presto l’ispirazione e soprattutto spero di ritrovare tempo e spazio per riprendere a scrivere qui, in questo luogo virtuale a cui mi sono tanto affezionata. Io, che ho sempre scritto di tutto, meno che della mia vita. Io, che non ho mai tenuto un diario, e che tutto pensavo, meno che di affezionarmi a un blog.
giovedì 24 giugno 2010
E se per una volta vincesse il drago?
Che figlia professionista avesse una certa predilezione per il cattivo della fiabe, l’avevo intuito già ai tempi della sua passione per Biancaneve e i sette nani, quando, una volta, aveva urlato contro lo specchio:
- NO! Biancaneve non è più bella. È più bella la regina.
La conferma è però arrivata ieri sera, mentre guardavamo La bella addormentata nel bosco, nella versione della Walt Disney.
Avete presente la scena in cui Malefica (che figlia professionista ha ribattezzato fata monella) si trasforma in un drago e lotta contro il principe Filippo?
Ebbene, durante tutta la scena del combattimento, figlia professionista è stata in piedi a saltare e a fare il tifo per ... per il drago ovviamente.
- VAI DRAGO; VAI DRAGOOOOOO.
E poi...
- Oh! no! Oh no! mammaaaaaaaaaaaa!
- Che succede?
- Il drago è tutto spezzettato. È spezzettato a pezzi. Proprio a pezzi. Poverino, è tutto spezzettato e non è riuscito a prendere quel principe.
- Eh?
- Mammaaaaaaaaaa. Mi metti il drago? Vai indietro, metti questo drago.
- Lo vuoi rivedere?
- Sì: voglio vedere se vince.
- NO! Biancaneve non è più bella. È più bella la regina.
La conferma è però arrivata ieri sera, mentre guardavamo La bella addormentata nel bosco, nella versione della Walt Disney.
Avete presente la scena in cui Malefica (che figlia professionista ha ribattezzato fata monella) si trasforma in un drago e lotta contro il principe Filippo?
Ebbene, durante tutta la scena del combattimento, figlia professionista è stata in piedi a saltare e a fare il tifo per ... per il drago ovviamente.
- VAI DRAGO; VAI DRAGOOOOOO.
E poi...
- Oh! no! Oh no! mammaaaaaaaaaaaa!
- Che succede?
- Il drago è tutto spezzettato. È spezzettato a pezzi. Proprio a pezzi. Poverino, è tutto spezzettato e non è riuscito a prendere quel principe.
- Eh?
- Mammaaaaaaaaaa. Mi metti il drago? Vai indietro, metti questo drago.
- Lo vuoi rivedere?
- Sì: voglio vedere se vince.
mercoledì 23 giugno 2010
Aspirazioni duenni
Ore 15.00 di un tranquillo pomeriggio di inizio estate. Figlia professionista entra nel mio studio con la sua radio rivestita di peluche, l’accende e comincia a ballare.
- mamma, siamo ballerine noi due?
- io di certo no, ma tu chissà, magari un giorno lo sarai ...
perché tu, amore, sei in quella fase della vita in cui una persona può diventare qualsiasi cosa. Dipenderà dalle tue aspirazioni, dalle attitudini che dimostrerai di avere, anche un po' dal caso. E io dovrò essere così brava da non fare mai confusione tra i miei desideri e i tuoi.
- mamma, siamo ballerine noi due?
- io di certo no, ma tu chissà, magari un giorno lo sarai ...
perché tu, amore, sei in quella fase della vita in cui una persona può diventare qualsiasi cosa. Dipenderà dalle tue aspirazioni, dalle attitudini che dimostrerai di avere, anche un po' dal caso. E io dovrò essere così brava da non fare mai confusione tra i miei desideri e i tuoi.
domenica 20 giugno 2010
Spannolinamento
Lo spannolinamento è arrivato così, in un tranquillo e afoso pomeriggio di giugno, dopo la visita di controllo dal pediatra:
mamma, io il pannolino non lo voglio più
ok, togliamolo
voglio la mutandina
ok, mettiamo la mutandina
il primo pomeriggio è andato tutto liscio, senza nessun incidente. La notte le ho messo il pannolino (che tra di noi chiamiamo confidenzialmente Pippo), ma - a tradimento - dopo che si era addormentata, perché
Pippo io non lo voglio più nemmeno a nanna
Al mattino Pippo era asciutto. Essendo sabato, ho deciso di tenere figlia professionista a casa, per vedere come andava. È andata che ci sono stati due incidenti, e l'hanno mandata giù di testa. Morale della favola: ha trascorso il resto della giornata seduta sul vasino. Lo ha portato davanti al tavolo da gioco e ha trascorso l'intero pomeriggio seduta lì sopra: ha costruito un castello per la regina di Biancaneve, ha sfogliato libri, ha colorato, sempre seduta sul suo vasino verde acido. Ha smesso solo verso le 20.00, quando finalmente è riuscita a farci dentro la pipì. A quel punto ha deciso che era sufficiente portarselo dietro per tutta la casa, in modo da poterlo raggiungere subito, in caso di necessità.
Oggi è un nuovo giorno. E speriamo che vada tutto bene. Forse il percorso per dire definitivamente addio a Pippo sarà ancora lungo e faticoso, o forse no. Staremo a vedere ...
Qualcuna ha voglia di raccontarmi la sua esperienza di spannolinamento? Mi piacerebbe avere un confronto, anche per capire come mi devo comportare ...
mamma, io il pannolino non lo voglio più
ok, togliamolo
voglio la mutandina
ok, mettiamo la mutandina
il primo pomeriggio è andato tutto liscio, senza nessun incidente. La notte le ho messo il pannolino (che tra di noi chiamiamo confidenzialmente Pippo), ma - a tradimento - dopo che si era addormentata, perché
Pippo io non lo voglio più nemmeno a nanna
Al mattino Pippo era asciutto. Essendo sabato, ho deciso di tenere figlia professionista a casa, per vedere come andava. È andata che ci sono stati due incidenti, e l'hanno mandata giù di testa. Morale della favola: ha trascorso il resto della giornata seduta sul vasino. Lo ha portato davanti al tavolo da gioco e ha trascorso l'intero pomeriggio seduta lì sopra: ha costruito un castello per la regina di Biancaneve, ha sfogliato libri, ha colorato, sempre seduta sul suo vasino verde acido. Ha smesso solo verso le 20.00, quando finalmente è riuscita a farci dentro la pipì. A quel punto ha deciso che era sufficiente portarselo dietro per tutta la casa, in modo da poterlo raggiungere subito, in caso di necessità.
Oggi è un nuovo giorno. E speriamo che vada tutto bene. Forse il percorso per dire definitivamente addio a Pippo sarà ancora lungo e faticoso, o forse no. Staremo a vedere ...
Qualcuna ha voglia di raccontarmi la sua esperienza di spannolinamento? Mi piacerebbe avere un confronto, anche per capire come mi devo comportare ...
sabato 12 giugno 2010
Fantasie duenni
Al supermercato
- Mamma, compriamo la farina?
- Non ci serve. Ne abbiamo già a sufficienza.
- Dai, mamma, compriamola. Mi serve.
- E che ci devi fare?
- La devo buttare tuuuutta per terra.
- Mamma, compriamo la farina?
- Non ci serve. Ne abbiamo già a sufficienza.
- Dai, mamma, compriamola. Mi serve.
- E che ci devi fare?
- La devo buttare tuuuutta per terra.
martedì 8 giugno 2010
Cura del corpo in gravidanza
Vorrei segnalare un articolo che ho scritto per il portale benesserevillage.it; si intitola Belle in gravidanza.
Quando ero incita avevo ancora il tempo di prendermi cura del mio corpo (adesso – ahimè – dimentico persino di mettermi la crema idratante sul viso), così ho seguito alla lettera tutti i consigli del mio ginecologo su come prevenire le smagliature e le macchie scure sul viso e anche sulla necessità di non prendere troppo peso.
Quei consigli a me sono serviti molto, così ho deciso di condividerli e chissà che non possano essere utili a qualcuna. Ho pensato che – forse - non tutti i ginecologi sono così attenti all’estetica ...
Quando ero incita avevo ancora il tempo di prendermi cura del mio corpo (adesso – ahimè – dimentico persino di mettermi la crema idratante sul viso), così ho seguito alla lettera tutti i consigli del mio ginecologo su come prevenire le smagliature e le macchie scure sul viso e anche sulla necessità di non prendere troppo peso.
Quei consigli a me sono serviti molto, così ho deciso di condividerli e chissà che non possano essere utili a qualcuna. Ho pensato che – forse - non tutti i ginecologi sono così attenti all’estetica ...
sabato 29 maggio 2010
Babysitter in pizzeria
Nel paesone del Sud Salento in cui vivo esiste un posto in cui i genitori possono cenare in tutta tranquillità con gli amici, dimenticandosi completamente dei propri figli per qualche ora.
In questo posto, infatti, esistono una saletta per i bambini e una babysitter (anzi tre, per non restare mai senza). Nella saletta, in cui sono presenti alcuni giochi e un grande tavolo, i piccoli possono mangiare, giocare, o fare entrambe le cose.
I genitori, nel frattempo, consumano la cena, bevono una birra e chiacchierano con gli amici in tutta tranquillità.
Ieri sera ho mangiato una pizza lentamente, ho chiacchierato del più e del meno, ho sorseggiato la mia bionda media. Ieri sera, ho ritrovato il piacere di fare vita sociale.
Per fortuna i posti che offrono un servizio del genere sono in aumento.
Che meraviglia sarebbe se tutti i locali avessero una saletta per i bambini e una babysitter. Santa babysitter.
In questo posto, infatti, esistono una saletta per i bambini e una babysitter (anzi tre, per non restare mai senza). Nella saletta, in cui sono presenti alcuni giochi e un grande tavolo, i piccoli possono mangiare, giocare, o fare entrambe le cose.
I genitori, nel frattempo, consumano la cena, bevono una birra e chiacchierano con gli amici in tutta tranquillità.
Ieri sera ho mangiato una pizza lentamente, ho chiacchierato del più e del meno, ho sorseggiato la mia bionda media. Ieri sera, ho ritrovato il piacere di fare vita sociale.
Per fortuna i posti che offrono un servizio del genere sono in aumento.
Che meraviglia sarebbe se tutti i locali avessero una saletta per i bambini e una babysitter. Santa babysitter.
giovedì 27 maggio 2010
Il Paese che sogno per mia figlia
Il Paese che sogno per mia figlia è un posto in cui esiste la giustizia sociale.
Un Paese in cui chi guadagna di più contribuisce di più e chi guadagna meno contribuisce con quello che può. Soprattutto, non sono sempre gli stessi a pagare.
Nel Paese che sogno per mia figlia non esistono condoni perché la gente, quando non è onesta, viene punita, non premiata. Non esiste l’evasione fiscale perché tutti sanno che pagare le tasse è doveroso e aiuta a garantire tutti quei servizi che rendono la vita più civile.
Nel Paese che sogno per mia figlia tutti i comuni hanno le risorse per gestire un giardino pubblico, che sia curato e pieno di giochi. Il Ministro dell’Istruzione sa perfettamente che il congedo parentale è un diritto e non un privilegio e non cerca di far riaprire le scuole a ottobre, perché conosce a fondo la vita e le problematiche della gente comune.
Nel Paese che sogno per mia figlia, gli stage sono sempre retribuiti e servono davvero a creare occupazione. I giovani, poi, trovano sempre un lavoro adeguato al titolo di studio che hanno conseguito.
Nel Paese che sogno per mia figlia gli insegnanti guadagnano la giusta ricompensa per la cultura che trasmettono e gli operai un salario equo per i sacrifici richiesti da un lavoro fisicamente pesante; i medici sono rispettati per la cura che hanno della nostra salute e i magistrati per il servizio che rendono alla Nazione; i freelance e i piccoli imprenditori che si inventano un lavoro da zero ottengono la giusta ricompensa per i salti mortali che fanno ogni giorno; i giornalisti possono informare liberamente e veramente, senza limitazioni.
Il Paese che sogno per mia figlia è un’utopia. Vi prego però di non svegliarmi, oggi ho bisogno di sognare.
giovedì 13 maggio 2010
La mia maternità nel Salento. Un Sud che funziona
Si parla spesso di malasanità al Sud, di carenza di strutture, di servizi per l’infanzia inadeguati. Esiste però anche un Sud che funziona e la mia esperienza di mamma ne è una prova.
Vivo nel Salento, in un paesone della provincia di Lecce, dall’ottobre del 2006. La mia gravidanza, il mio parto e la mia esperienza di mamma sono dunque tutti salentini.
Durante la gravidanza sono stata seguita da un ginecologo ospedaliero molto preparato e scupoloso. Mi ha fatto un controllo al mese e mi ha prescritto tutti gli esami necessari, analizzando sempre attentamente i risultati. Mi ha persino consigliato la dieta da seguire, e le precauzioni da prendere per non far comparire le smagliature e le macchie sul viso.
Durante il corso preparto ho avuto la possibilità di confrontarmi con un ginecologo, una pediatra, due ostetriche e una psicologa, tutti preparatissimi ed enormemente disponibili. Ho fatto tante domande e ottenuto altrettante risposte; ho espresso le mie ansie e ricevuto conforto. Ho imparato tante cose, anche molto pratiche.
Ho partorito in un reparto fatiscente e questo mi è costato molto. Prima di venire qua, abitavo a Modena, e avevo visto le mie amiche partorire in ospedali meravigliosi. Qui le stanze sono grandi, con tanti letti, e i bagni piccoli, con poche docce. Però il disagio (enorme) delle carenze strutturali è stato ampiamente compensato dalla bravura, dalla gentilezza e dalla disponibilità di tutto il personale medico e paramedico, per cui tra l'altro non deve essere facile operare al meglio in una struttura messa così male. Quel reparto, comunque, oggi, per fortuna, è in ristrutturazione.
Ho un pediatra meraviglioso. Uno che pensavo esistesse solo nei sogni delle mamme e dei papà. È sempre molto disponibile e se lo chiami perché il tuo bambino sta male passa da casa tua appena può. Programma le visite periodiche con molta precisione, evitando di far aspettare un bimbo sano, che deve solo fare un controllo, nella stessa stanza con bimbi in preda a qualche virus. È preparato su tutto ed è molto aggiornato.
Nei primi giorni, dopo il parto, ho avuto bisogno di aiuto per il cordone ombelicale che non voleva cadere; per le ragadi e per gli ingorghi dovuti all'allattamento. È bastata una chiamata al consultorio per ricevere la visita di un'ostetrica che - gratuitamente - mi ha dato una grossa mano a risolvere tanti piccoli problemi, che in quel momento, però, a me sembravano enormi.
Le vaccinazioni sono state una passeggiata. Non ho mai aspettato troppo tempo. Sono sempre stata informata sui potenziali effetti collaterali. Ho ricevuto tutta l’assistenza necessaria.
Mia figlia frequenta un nido comunale che meglio di così non riesco a immaginarlo. La struttura è sicura, con uscite di sicurezza in ogni stanza. Il personale è dolcissimo e preparatissimo. Hanno un programma didattico e lo seguono scrupolosamente. I genitori sono sempre informati sulle attività svolte dai bambini. Si ascolta musica classica (oltre che canzoncine per bambini), si colora, si gioca all'aperto nella bella stagione (che qui è molto lunga), si festeggiano i compleanni con cappellini e striscioni, si preparano recite e si assiste a piccoli spettacoli. Ieri, per esempio, c'era il mago. La settimana scorsa i giocolieri.
Vivo nel Salento, in un paesone della provincia di Lecce, dall’ottobre del 2006. La mia gravidanza, il mio parto e la mia esperienza di mamma sono dunque tutti salentini.
Durante la gravidanza sono stata seguita da un ginecologo ospedaliero molto preparato e scupoloso. Mi ha fatto un controllo al mese e mi ha prescritto tutti gli esami necessari, analizzando sempre attentamente i risultati. Mi ha persino consigliato la dieta da seguire, e le precauzioni da prendere per non far comparire le smagliature e le macchie sul viso.
Durante il corso preparto ho avuto la possibilità di confrontarmi con un ginecologo, una pediatra, due ostetriche e una psicologa, tutti preparatissimi ed enormemente disponibili. Ho fatto tante domande e ottenuto altrettante risposte; ho espresso le mie ansie e ricevuto conforto. Ho imparato tante cose, anche molto pratiche.
Ho partorito in un reparto fatiscente e questo mi è costato molto. Prima di venire qua, abitavo a Modena, e avevo visto le mie amiche partorire in ospedali meravigliosi. Qui le stanze sono grandi, con tanti letti, e i bagni piccoli, con poche docce. Però il disagio (enorme) delle carenze strutturali è stato ampiamente compensato dalla bravura, dalla gentilezza e dalla disponibilità di tutto il personale medico e paramedico, per cui tra l'altro non deve essere facile operare al meglio in una struttura messa così male. Quel reparto, comunque, oggi, per fortuna, è in ristrutturazione.
Ho un pediatra meraviglioso. Uno che pensavo esistesse solo nei sogni delle mamme e dei papà. È sempre molto disponibile e se lo chiami perché il tuo bambino sta male passa da casa tua appena può. Programma le visite periodiche con molta precisione, evitando di far aspettare un bimbo sano, che deve solo fare un controllo, nella stessa stanza con bimbi in preda a qualche virus. È preparato su tutto ed è molto aggiornato.
Nei primi giorni, dopo il parto, ho avuto bisogno di aiuto per il cordone ombelicale che non voleva cadere; per le ragadi e per gli ingorghi dovuti all'allattamento. È bastata una chiamata al consultorio per ricevere la visita di un'ostetrica che - gratuitamente - mi ha dato una grossa mano a risolvere tanti piccoli problemi, che in quel momento, però, a me sembravano enormi.
Le vaccinazioni sono state una passeggiata. Non ho mai aspettato troppo tempo. Sono sempre stata informata sui potenziali effetti collaterali. Ho ricevuto tutta l’assistenza necessaria.
Mia figlia frequenta un nido comunale che meglio di così non riesco a immaginarlo. La struttura è sicura, con uscite di sicurezza in ogni stanza. Il personale è dolcissimo e preparatissimo. Hanno un programma didattico e lo seguono scrupolosamente. I genitori sono sempre informati sulle attività svolte dai bambini. Si ascolta musica classica (oltre che canzoncine per bambini), si colora, si gioca all'aperto nella bella stagione (che qui è molto lunga), si festeggiano i compleanni con cappellini e striscioni, si preparano recite e si assiste a piccoli spettacoli. Ieri, per esempio, c'era il mago. La settimana scorsa i giocolieri.
sabato 8 maggio 2010
8 maggio: giornata del Cervello di mamma e papà
Oggi, per aderire all’iniziativa di Genitori Crescono e Donne pensanti, di cui avevo già parlato nel post precedente, ho inviato 6 curriculum. Il primo alla casa editrice con cui ho sempre sognato collaborare (chissà che l’iniziativa non mi porti fortuna). Gli altri, a 5 aziende che mi piacciono veramente tanto e a cui pensavo di scrivere da molto molto tempo.
Ovviamente ho aggiunto un paragrafo sulle abilità acquisite negli ultimi due anni, cioè da quando sono diventata genitore.
E voi? Avete inviato i curriculum?
È una bellissima iniziativa. Genitori tutti, partecipate numerosi.
Ovviamente ho aggiunto un paragrafo sulle abilità acquisite negli ultimi due anni, cioè da quando sono diventata genitore.
E voi? Avete inviato i curriculum?
È una bellissima iniziativa. Genitori tutti, partecipate numerosi.
giovedì 6 maggio 2010
Il cervello di mamma e papà: un valore aggiunto
Segnalo una meravigliosa iniziativa promossa da Genitori Crescono e Donne pensanti.
La proposta, in sintesi, è la seguente:
Mamme e papà, riscrivete il vostro curriculum aggiungendo qualche riga che parli di come l’essere genitori vi ha resi più capaci, più abili e persino più intelligenti. Di come la genitorialità, il dover conciliare continuamente lavoro e famiglia e i salti mortali quotidiani abbiano affinato le vostre competenze, anche quelle professionali.
L’8 maggio, poi, inviate il curriculum, così modificato e arricchito, a una o più aziende.
Perché l'avere uno o più figli non deve essere più una cosa da nascondere al potenziale datore di lavoro, ma una caratteristica da valorizzare.
Cito da Genitori Crescono
Le neuroscienze confermano che il cervello delle mamme, ma anche dei papà e di chi accudisce un'altra persona, si modificano in modo profondo, aumentando capacità di percezione, efficienza, resilienza, motivazione e intelligenza emotiva. Queste qualità rendono la maternità o paternità un momento di arricchimento. Per questo siamo orgogliosi di scriverlo sul nostro CV.I dettagli sono illustrati in questa pagina di Donne pensanti e in questa di Genitori Crescono.
Le promotrici dell’iniziativa hanno messo a disposizione anche un modello di CV che si può scaricare qui .
Io sono una freelance e non cerco lavoro in azienda, cerco però sempre nuove collaborazioni, quindi parteciperò all’iniziativa.
Il mio paragrafo aggiuntivo è:
Con una figlia insonne, ho imparato a lavorare alla massima concentrazione anche quando sono stanchissima; sono diventata più veloce (ma non meno accurata) perché il tempo stringe, stringe sempre; tra la gestione della casa, del lavoro e della famiglia mi sono specializzata in problem solving e multi-tasking. Ho imparato a dare il giusto peso alle cose e di fronte a una difficoltà non mi innervosisco, cerco (e trovo) una soluzione. Ho imparato a gestire i conflitti e lo stress, molto meglio di quanto facessi già prima.
mercoledì 5 maggio 2010
Vietato a un pubblico adulto
Penso che i genitori si dividano in due categorie: quelli che la TV va evitata come la peste e quelli che invece la televisione aiuta. Io appartengo a questa seconda categoria, a patto, però, che la si guardi con moderazione e che si scelgano i programmi giusti.
Figlia professionista ha incontrato per la prima volta i Teletubbies quando aveva solo sei mesi ed è stato subito amore. È successo in un giorno d’estate, grazie all’intervento di suo cugino, che aveva portato un DVD a casa nostra per guardarselo all’ora di merenda. Da quel giorno la mia vita è cambiata: ho ricominciato a fare colazione, a friggere due uova in padella, a scrivere qualche e-mail. Bastava mostrarle i quattro pupazzoni colorati e se ne stava buona buona nella sdraietta, senza ululare, per un quarto d’ora (non di più, perché un quarto d'ora mi sembrava il tempo massimo opportuno per lasciare davanti alla TV una bambina così piccola).
Verso i 12 mesi ha scoperto Dodò de L’albero azzurro, che ha subito preso il posto di Lala nel suo cuore. Intorno ai 15, poi, facendo zapping sui canali per bambini di Sky, abbiamo scoperto che le piacevano molto i Numerotti, grazie ai quali ha imparato a riconoscere i numeri e a contare fino a 14 (chissà poi perché proprio fino a 14).
Adesso che ha due anni, i suoi grandi amori sono due: (1) Biancaneve e i sette nani, nella versione della Walt Disney; (2) il DVD della recita di Natale al nido.
Personalmente, preferisco di gran lunga Biancaneve, anche se ormai mi annoia perché ne conosco a memoria ogni passaggio e se esistesse una trasmissione tipo “Lascia o raddoppia?” parteciperei come esperta della materia.
Non ne posso più di sentire canzoncine di Natale dopo cena. Ascoltare canzoni natalizie da dicembre a maggio, tutte le sere, può nuocere gravemente alla salute ... E se penso che non si può prevedere quando le passerà questa passione mi sento mancare ...
Figlia professionista ha incontrato per la prima volta i Teletubbies quando aveva solo sei mesi ed è stato subito amore. È successo in un giorno d’estate, grazie all’intervento di suo cugino, che aveva portato un DVD a casa nostra per guardarselo all’ora di merenda. Da quel giorno la mia vita è cambiata: ho ricominciato a fare colazione, a friggere due uova in padella, a scrivere qualche e-mail. Bastava mostrarle i quattro pupazzoni colorati e se ne stava buona buona nella sdraietta, senza ululare, per un quarto d’ora (non di più, perché un quarto d'ora mi sembrava il tempo massimo opportuno per lasciare davanti alla TV una bambina così piccola).
Verso i 12 mesi ha scoperto Dodò de L’albero azzurro, che ha subito preso il posto di Lala nel suo cuore. Intorno ai 15, poi, facendo zapping sui canali per bambini di Sky, abbiamo scoperto che le piacevano molto i Numerotti, grazie ai quali ha imparato a riconoscere i numeri e a contare fino a 14 (chissà poi perché proprio fino a 14).
Adesso che ha due anni, i suoi grandi amori sono due: (1) Biancaneve e i sette nani, nella versione della Walt Disney; (2) il DVD della recita di Natale al nido.
Personalmente, preferisco di gran lunga Biancaneve, anche se ormai mi annoia perché ne conosco a memoria ogni passaggio e se esistesse una trasmissione tipo “Lascia o raddoppia?” parteciperei come esperta della materia.
Non ne posso più di sentire canzoncine di Natale dopo cena. Ascoltare canzoni natalizie da dicembre a maggio, tutte le sere, può nuocere gravemente alla salute ... E se penso che non si può prevedere quando le passerà questa passione mi sento mancare ...
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