mercoledì 30 settembre 2015

Smettere di allattare un bambino di due anni

Allatti ancora? Quante volte mi sono sentita rivolgere questa domanda...
Ho allattato due anni, per due volte. In totale ho allattato quattro anni. È stata una delle esperienze più belle, più difficili, più totalizzanti, più animali, più umane, più… della mia vita. Allattare è una faccenda maledettamente complicata, ma nessuno te lo dice, come sostiene una mia carissima amica.

Si parla tanto di allattamento e dei relativi benefici ma poi, all’atto pratico, la maggior parte delle donne resta sola, a chiedersi come fare per nutrire nella maniera più efficace quel fagottino, minuscolo e indifeso, oggetto del suo più immenso amore.


Chi ha letto qualcuno dei miei articoli sui vari portali con cui collaboro sa quanto io sostenga l’allattamento materno. Il latte della mamma è l’alimento perfetto per il bambino, per il semplice fatto che siamo mammiferi; il mammifero è quel genere di animale che nutre con il proprio latte i piccoli a cui dà la vita. Mi basta questo.

Poi, però, siamo anche uomini, e l’uomo è quell’animale dalla grande complessità psicologica. Dunque nell’allattamento entrano in gioco tanti fattori; alcuni riguardano la mera nutrizione, altri il rapporto intimo, personale e complesso tra due essere umani

Per me allattare è stato bello, ma anche brutto; è stato facile, ma anche difficile; è stato entusiasmante, ma anche, qualche volta, snervante. Le mie due esperienze di allattamento sono state, per certi versi, molto diverse. La prima volta avevo deciso di allattare per 12 mesi, ma poi i mesi sono diventati 24. A un certo punto ero esausta e volevo smettere, ma non sapevo come fare; l'ultima fase della mia prima esperienza di allattamento prolungato è stata un po' tormentata. Ma, un giorno, semplicemente, ho smesso. Nel post Disallattamento riuscito avevo raccontato com’era andata e poi, tempo dopo, ne avevo scritto un altro dal titolo Ho allattato fino a due anni, perché non lo rifarei.

E invece poi è nato Davide, un’altra storia di allattamento, e ho cambiato idea. Ho allattato nuovamente fino a due anni, ma questa volta senza alcun conflitto. Inoltre, siccome l’esperienza è una buona maestra, mi sono comportata diversamente e, soprattutto, sono stata molto più serena. Quando ho cominciato ad accusare i primi segni di stanchezza, ho diradato le poppate, partendo dalle più semplici, che per noi erano quelle del pomeriggio, distraendolo con giochi divertenti. Poi ho cercato di eliminare l’associazione tra nanna e tetta e ho spiegato a Davide che di notte tutti dormono, anche la tetta. Non ci crederete (non ci credevo neanch’io), ma ha funzionato. Per un paio di notti, al risveglio, ha tentato di attaccarsi, ma poi, alla mia semplice frase “SSSt ora dorme. Vuoi un po’ d’acqua?” ha cominciato a rispondermi “sì: acqua”. Lo scoglio più grosso era superato. E così, pian piano, ha perso interesse e, poco dopo aver compiuto i due anni, a un certo punto, gradualmente, non ha chiesto più di attaccarsi. Abbiamo smesso in questo modo, senza isterismi da parte mia né da parte sua. 

Cosa ho imparato dalla mia esperienza? Come si fa a smettere di allattare un bambino di due anni?

Innanzitutto, partiamo da un presupposto: è naturale che i bambini usino la tetta per soddisfare necessità diverse dalla nutrizione. Spesso mi sono sentita dire: ti ha scambiata per un ciuccio! Affermazione che mi ha sempre fatto un po’ sorridere: la tetta non è il surrogato del ciuccio, è esattamente il contrario. Ai bambini piace il ciuccio perché soddisfa il loro desiderio di suzione. Il ciuccio non esiste in natura; se piace tanto è perché rappresenta un surrogato della tetta. Il ciuccio è un’imitazione. L’originale è la tetta. Dunque, se va bene prendere il ciuccio fino a tre anni (e oltre), perché la tetta a due anni deve destare tanto scalpore? Le linee guida nazionali e internazionali in materia di nutrizione infantile consigliano l’allattamento materno esclusivo fino a 6 mesi e, in seguito, di continuare a offrire il proprio latte fino al compimento del secondo anno di vita e anche oltre, se mamma e bambino lo desiderano. Mamme che allattate bambini di due anni sappiate, dunque, che non state facendo niente di male, anzi! Il mio limite è stato due anni, il vostro potete deciderlo soltanto voi. L'allattamento è anche un fatto di relazione; ci sono le esigenze del bambino, ma anche quelle della mamma e bisogna trovare una soluzione che vada bene per entrambi.

La ricetta magica per smettere di allattare un bambino di due anni non esiste, ma con calma, determinazione e pazienza, si può affrontare quest'avventura senza traumi e senza metodi brutali. Potreste diradare le poppate, partendo dalle più semplici, distraendo il bambino con un gioco o portandolo a passeggio. All'inizio potrebbe anche non funzionare, com'è accaduto a me la prima volta, ma non fatevi prendere dal panico: tutti i bambini allattati al lungo un bel giorno hanno smesso. Andrà così anche per voi e questa è una certezza.


Se avete voglia di condividere con me la vostra esperienza, starò qui ad ascoltarvi perché credo che il confronto tra mamme, quando è sincero e onesto, quando non ci si giudica e non ci si critica, possa essere molto costruttivo e incoraggiante. Tra l'altro, l'allattamento prolungato è una questione spinosa, su cui spesso ci si scontra, anziché confrontarsi, e non ne ho mai capito il perché.

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4 commenti:

  1. Il mio ultimo bimbo, due anni e mezzo. Rimaneva ormai un'unica poppata di coccola alla sera prima di dormire. Non avevo idea di quando e come smettere.
    Per una bronchite ho dovuto prendere l'antibiotico per otto giorni.
    Una sera fra quelle, dopo pochi secondi di "ciucciata" il piccoletto mi ha semplicemente detto: "non è buono!". Probabilmente il sapore amaro del medicinale passava nel latte rendendolo sgradevole. Da allora non ha più chiesto di ciucciare, non ci ha più pensato. Era giunto il momento e l'occasione si è creata da sè.

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    1. Grazie per questo tuo commento e per aver condiviso la tua esperienza. :)

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  2. Vedo che l'ultimo commento risale al 2015, ma voglio scriverti comunque, anche solo per ringraziarti di aver condiviso la tua esperienza... Veramente simile alla mia! Io ho due figlie, ma sono riuscita ad allattare solo la seconda, forse anche per consolarmi di aver "fallito" la prima volta, ho deciso di prolungare l'allattamento fin quando sia io che la piccola avremmo voluto. Ora la mia seconda pupattola ha due anni e due mesi, é cresciuta e sta cambiando rapidamente ed é cambiato anche il suo modo di comunicare la rabbia e la tristezza... Con i cosidetti "temper tantrum", una specie di crisi del secondo anno di etá, tu saprai di certo dei "terrible two" e di come sia snervante riuscire ad affrontarli. La piccola vuole ancora disperatamente il seno, soprattutto per addormentarsi e durante la notte, ma spesso anche in sostituzione dei pasti, sembra che lei abbia capito che se mangia di piú le passa un pó il desiderio di ciucciare e allora risolve non mangiando abbastanza... Ma questo non é un grande problema, a volte comunque mangia e assaggia. Ció che sta rendendo la mia vita molto difficile e davvero, davvero stancante sono le notti dal sonno interrotto, a volte quasi interamente insonni, dove lei si attacca e non vuole piú staccarsi ed io son costretta a restare nella stessa posizione per ore... Proprio per questo ho trovato uno stratagemma che non mi lascia certo felice e soddisfatta ma che forse potrebbe almeno migliorare la qualitá delle mie notti... ossia il ciuccio. La piccola non aveva mai preso il ciuccio finora, ma un pó per averlo visto usare dagli altri bimbi all'asilo (ha iniziato l'inserimento da due settimane!) un pó perché per disperazione ogni tanto glielo proponevo io... alla fine sembra essersi abituata ed é diventato una sorta di oggetto transizionale.. :(
    Ora devo scendere a compromessi e non colpevolizzarmi se lei inizia ad usare il ciuccio, mi chiedo solamente se sia giusto averglielo proposto ora. Ma se questo piccolo oggetto riuscirá a farci dormire piú serenamente e per assurdo anche a continuare l'allattamento in maniera meno compulsiva forse chissá... Ho fatto bene?
    Nel frattempo ti mando un saluto! E grazie ancora per la tua storia...

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    1. Cara Laura, grazie per il tuo commento. So quanto può essere stancante non dormire la notte. Io penso che, semplicemente, non c'è un metodo giusto o sbagliato e penso anche che noi mamme dovremmo smetterla di sentirci sempre in colpa. Con la mia prima bambina ho smesso dalla sera alla mattina e, dopo qualche giorno terribile, alla fine è tornato il sereno. Con il secondo sono riuscita a diradare le poppate lentamente; la notte dormiva e chiedeva di ciucciare solo di giorno, quindi è stato più semplice. Ogni bambino è diverso, e anche ogni mamma. Sono certa che anche tu e la tua bambina troverete la soluzione giusta. In bocca al lupo!

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